L'Arcivescovo Delpini celebra la Messa nel cuore del Pride milanese

La Chiesa di San Carlo al Lazzaretto di Milano ha ospitato una celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mario Delpini, inserita nel contesto delle iniziative del Pride cittadino, in un quartiere storicamente legato alla movida e alla visibilità della comunità LGBT.
Suscitando l'ira dei fondamentalisti, è evidente che l’Arcivescovo abbia scelto una "presenza" che intende testimoniare come il Vangelo non appartenga a una cerchia ristretta, ma sia un annuncio rivolto a tutti. In un tempo in cui le divisioni ideologiche tendono a erigere muri invalicabili, il Vescovo ha scelto di abitare uno spazio di confine, ricordando che la Chiesa non è un club esclusivo, ma, nelle parole di Papa Francesco, un "ospedale da campo".
Durante l'omelia, ha dichiarato: «Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete il popolo più numeroso, siete anzi i più piccoli, ma perché vi ama».
Invece di costruire una barriera dottrinale, Delpini ha scelto di porre l'accento sulla dignità di ogni persona agli occhi del Creatore. Questo approccio non cancella le complessità teologiche o pastorali legate ai temi dell'identità e dell'orientamento, ma le riconduce all'interno di una relazione di ascolto e di accompagnamento, che deve precedere sempre il giudizio.