Le curiose teorie di Azzurra Barbuto sulla cittadinanza

Azzurra Barbuto nutre un forte astio verso gli stranieri e ama sostenere che la casualità che l'ha fatta nascere in Italia dovrebbe esser fonte di privilegi assoluti. Col suo solito populismo e pressapochismo, quest'oggi scrive:

Curioso vero? Ama riempirsi la bocca con la parola "occidente" e poi vorrebbe cancellare la nostra cultura per ispirarsi a Cina e India, Cita pesino gli Usa, dove però la doppia cittadinanza esiste e si ottiene con lo ius soli.
Il suo discorso si basa su premesse false, dato che il tema non è il riconoscimento della cittadinanza ma la decisione se togliere la cittadinanza a chi ne avesse acquisito una nuova. La legge 91/1992 stabilisce che un cittadino italiano che acquisisce un'altra cittadinanza non perde quella italiana. L'Italia, quindi, non è uno dei paesi europei che "ammette" la cittadinanza plurima, non uno che la vieta .
La Barbuto dice: “Chi possiede già la cittadinanza del proprio Paese d’origine dovrebbe mantenere quella. Fine della storia”. Ma l'asserzione ignora che la doppia cittadinanza sussiste solo se il paese di origine la consente. L'Italia non può impedire a un rumeno, un argentino o un filippino di avere la doppia cittadinanza se il loro paese lo permette. Quindi non è l'Italia a decidere se qualcuno ha la doppia cittadinanza, ma la normativa del paese d'origine.
La Barbuto scrive persino: “Non vedo perché debba acquisirne automaticamente una seconda”. Ma la cittadinanza italiana non è mai automatica per gli stranieri, ma richiede anni.
Afferma che “la cittadinanza non dovrebbe essere un beneficio aggiuntivo da accumulare, ma il segno di un legame AUTENTICO con una comunità nazionale”. Ma lo ius sanguinis italiano con cui la meloni ha dato la cittadinanza al presidente argentino viene spesso ereditato a distanza di generazioni da persone che non hanno mai vissuto in Italia, non hanno parla la lingua e non hanno alcun legame "autentico". Se il criterio fosse davvero il "legame autentico", l'Italia dovrebbe abolire altre norme e non la doppia cittadinanza. E chissà, forse dovrebbe mettere in discussione la cittadinanza anche di chi è nata in Italia e fa video ballando canzoncine inneggianti al duce.
In pratica, la signora confonde chi decide la doppia cittadinanza (i paesi di origine, non l'Italia), combatte contro norme che non esistono (ius soli automatico) e ignora i principi della legge italiana vigente dal 1992.