L'insopportabile benaltrismo delle destre


La destra non fa che lamentarsi perché gli altri osano esprimere idee e opinioni non allineate al loro pensiero unico. Il solito Secolo d'Italia ci spiega che a loro non sta bene che qualcuno possa occuoarsi di persone bruciate vive al posto di sostenere che i migranti sarebbero stupratori.



Peccato che quel paragone non abbia alcun senso, dato che si stanno paragonando due fatti completamente diversi nella convinzione che una tragedia legata allo sfruttamento lavorativo e alla sicurezza sul lavoro possa essere strumentalizzata per alimentare la solita propaganda xenofoba.

L'accusa di "doppiopesismo" è il classico esempio di benaltrismo, utilizzato per distogliere l'attenzione dalle responsabilità del governo e del sistema produttivo di fronte al dramma del caporalato. La morte di braccianti arsi vivi è una piaga strutturale che richiede interventi istituzionali e denunce politiche; un reato comune, per quanto odioso, è invece di competenza della magistratura e non cancella i diritti umani o la gravità delle morti sul lavoro.

Cercando di mettere sullo stesso piano questi eventi, la destra dimostra di non tollerare il dissenso e tenta di imporre un'agenda mediatica in cui l'unica narrazione concessa sui migranti è quella della criminalizzazione, ignorando deliberatamente la realtà di chi viene sfruttato e perde la vita nel nostro Paese.
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