L'odio sui social si fa visibile: Arcigay mostra i volti degli haters anti-Pride 2026


È evidente che l'ascesa del populismo abbia contribuito ad alimentare odio e rancore sui social. Per quanto gli insulti alle persone lgbt non siano mai mancate, il loro tenore e la loro frequenza sta aumentando in maniera preoccupante.
Per anni, soprattutto durante i periodi del Pride, i gay subiscono offese di ogni tipo. A molte delle loro vittime è toccato tollerare l'intolleranza come mezzo per sopravvivere, ma quest'anno la situazione sta degenerando

Arcigay ha pubblicato un post dal titolo "La Spoon River degli odiatori" in cui ha esposto le foto di alcuni haters che si erano prodigati a vomitare la bile della propria omofobia: "Abbiamo scoperto una cosa –scrive Arcigay– l'odio non indossa tute mimetiche. Non ha volti deformati. Indossa camicie pulite, foto profilo con i figli, sorrisi rassicuranti. L'odio è la signora che abita al piano di sopra. È il collega che ogni giorno ti saluta. È il genitore che incontri al parco".
Nella galleria si contano circa 2000 commenti di odio. La lista è lunga e dolorosa. Un tizio che augura alle persone LGBTIAQ+ di "annegare". Un'elegante signora dli apostrofa come "Coglioni". Un motociclista dice: "Chissà come sono orgogliosi i vostri genitori, quando mostrate loro le foto di come lo prendete in cu…". Si posegue con "Patetici", "Letame", "Schifooo", "A Sparta i difetti cercavano di correggerli", "Niente bandierine anali?", "Buona incularella", "A me sembra un'epidemia"...
Insomma, lo schifo. Ma Giorgia Meloni non li deporterà nei suoi campi di deportazione albanesi, preferendo rincorrere il loro voto.

Nelle stesse ore, anche il Torino Pride ha denunciato insulti omofobi scagliati contro il Pride e contro la co-coordinatrice Chiara Tarantello su un treno. L'episodio oltrepassa la soglia dell'assurdo: l'odiatore si sarebbe surriscaldato fino a strombazzare il proprio odio dopo aver origliato una telefonata di Tarantello sull'organizzazione del Pride. La coordinatrice ha sporto denuncia per diffamazione.
Prolifera l'odio anche sotto un post del Lecco Pride: "Andate a ripulire i fossi e le strade", "Pagliacci travestiti", "Esami sanitari oltre a test hiv e glicemia e colonscopia", "I Pride sono la vergogna per tutti gli italiani", "Pezzi di culanda e leccafighe marcie", "Dove c'è degrado, c'è Pride".

A contribuire questo degrado potrebbero esserci molti fattoti. In nome di Trump, Meta ha deciso di non contrastare più l'odio omofobo mentre su X è lo stesso Musk ad incoraggiare comportamenti incivili. E poi ci sono i politici, che fomentano un linguaggio di intolleranza e vengono emulati dagli hater a cui chiedono il voto.
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