Oltre la barriera del pregiudizio: la rivoluzione infermieristica parte dal nome

In ospedale, la cura inizia ben prima di una medicazione o di una terapia: inizia nel momento in cui una persona viene chiamata, ascoltata e riconosciuta. È da questa consapevolezza che nasce all’Università di Torino "Trans-formare alla cura", un progetto che punta a rendere l’infermieristica un terreno privo di pregiudizi, capace di accogliere la complessità delle identità transgender e non binarie.
Spesso, in corsia, il timore di commettere errori o l’imbarazzo per l’ignoto creano muri invisibili. "Molte persone transgender smettono di fare prevenzione o ritardano l'accesso alle cure d'emergenza proprio per evitare il trauma dell'accoglienza ospedaliera", spiega Teresa Grazia Siena, infermiera al Mauriziano e tra i promotori del corso. Non si tratta di mancanza di buona volontà, ma di un vuoto formativo che il progetto, nato in collaborazione con la Consultoria Transfemminista FAM e il CIDiGeM, punta a colmare.
Nonostante l'obiettivo del corso sia chiaramente orientato alla deontologia professionale e alla sicurezza della cura, l'iniziativa è finita nel mirino del solito Jacopo Coghe. Il portavoce di Provita Onlus si è appellato a sterili polemiche per attaccare il corso, esattamente come è solito fare contro ogni iniziativa possa migliorare la vita delle persone a cui la loro organizzazione vorrebbe limitare diritti e dignità:

Tuttavia, i promotori del progetto chiariscono che il coinvolgimento di queste realtà è stato necessario proprio per offrire agli studenti uno sguardo multidisciplinare. "Non volevamo costruire un corso sulle persone trans senza le persone trans", precisa Siena, sottolineando come la Consultoria abbia fornito competenze linguistiche e una sensibilità specifica sulle violenze sanitarie, necessarie per integrare i vissuti reali con la pratica clinica.
Ma tanto la verità non importa: probabilmente Coghe avrebbe cavalcato qualunque pretesto per aizzare il suo pubblico omofobo contro chi rischia di risparmiare umiliazioni e discriminazioni ai gruppi sociali a lui sgraditi.