Omicidio di Camaiore, il leghista Pillon cerca di negare la pista omofoba

Davanti ad un ragazzo ucciso a fucilate dal padre, la priorità di Simone Pillon è quella di negare il movente omofobo. A suo dire, bisognerebbe dare credito alla versione degli avvocati dell'assassino e non alle testimonianze della vittima, perché lamentarsi di un italiano che spara a moglie e figli sarebbe solo l'odiata sinistra.

L'ex senatore leghista utilizza il tragico evento di Camaiore per polemizzare contro le reazioni politiche avverse, liquidando preventivamente come "balle" qualsiasi tentativo di ricondurre il gesto a un pregiudizio basato sull'orientamento sessuale del giovane.
Nel post, Pillon allega un ritaglio di giornale in cui viene riportata la difesa dell'uomo, il quale sostiene che il movente non fosse legato all'omosessualità del figlio, descrivendolo piuttosto in un contesto di conflittualità domestica legata a problemi economici e di dipendenze. Affidando totalmente la propria narrazione alla versione fornita dall'omicida, Pillon nega spazio a qualsiasi altra chiave di lettura, trasformando ancora una volta una tragedia familiare in un terreno di scontro ideologico in cui l'obiettivo primario non è l'analisi del fatto, ma la delegittimazione dell'avversario politico.