Pillon non capisce il sarcasmo e si fa autogol: la strana interpretazione del ddl scuola


Sarà che l'ex senatore leghista Simone Pillon ama fare polemica su tutto, ma ormai sta diventando difficile persino capire se colga il senso dei testi che legge o se si muova per puro riflesso incondizionato. In un recente post pubblicato su X, Pillon è riuscito nel difficile intento di non capire il palese sarcasmo di un tweet critico, finendo per celebrarlo come se fosse una confessione a favore delle sue tesi:



Il bersaglio del suo trionfalismo è un post fortemente satirico di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE. Cartabellotta stava chiaramente attaccando il ddl sul consenso informato, denunciando una realtà sotto gli occhi di tutti: vietare la sana educazione sessuo-affettiva nelle scuole non protegge i ragazzi, ma li abbandona a YouPorn e al fai-da-te digitale, replicando gli stessi identici tabù di cinquant'anni fa. Pillon, però, si è fermato alla prima riga. Prendendo l'ironia alla lettera, si è convinto che la sinistra avesse finalmente gettato la maschera, ammettendo di voler "avvicinare i bambini alla sessualità". Un autogol comunicativo clamoroso, in cui una critica feroce alla censura governativa viene spacciata per una vittoria ideologica.

Ovviamente, lo spazio dei commenti si è trasformato nel solito baccanale di hater in cerca di un pretesto per sfogare le proprie fobie. Tra questi spicca chi pur di difendere le norme repressive del governo, tira in ballo fantomatiche minacce trans -declinate rigorosamente al maschile per ostentare il proprio disprezzo- pur di non guardare in faccia la realtà di una legge che farà molti danni alla crescita degli adolescenti:



A questo punto, applicando lo stesso identico standard logico di Pillon, dovremmo dedurre che la destra consideri la pornografia online l'unico canale educativo accettabile per le nuove generazioni? Perché a furia di gridare allo scandalo per qualunque progetto di sensibilizzazione ed empatia scolastica, l'unico risultato concreto che ottengono è proprio quello descritto da Cartabellotta: lasciare l'educazione dei figli in mano a un algoritmo di YouPorn.
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