Maddalena Loy torna a usare l'omofobia per attaccare l'UE

Maddalena Loy sostiene che il genere non esisterebbe e che a contare dovrebbe essere unicamente il sesso biologico. Lo dichiara in un messaggio a margine del suo ennesimo articolo in cui invoca un divieto alle cure mediche e all'assistenza sanitaria per i minori che soffrono di disforia di genere:

Peccato che il semplice fatto che lei rinneghi la realtà scientifica non paia un motivo sufficiente a sostenere che andrebbe vietata qualunque discussione seria sul tema, anche se ovviamente lei ci spiega subito che Maceon sarebbe troppo poco omofobo al contrario di Fratelli d'Italia. E pare davvero squallido confonda identità di genere con "gusti sessuali" di bambini pur di cercare di far leva sull'ignoranza del suo pubblico:

I toni usati dalla signora Loy cercano di far leva su un linguaggio emotivo: termini come “militante” o “bambini queer” usati senza definizione servono unicamente a evocare paura e disgusto anziché chiarire contenuti e scopi dell’evento. E non va meglio con il suo parlare di “dottrina woke”, “lisciare il pelo”, “marcato carattere militante” e l’appello ai “soldi nostri”. Si tratta di frasi che vanno tutte nella direzione retorica della denuncia sommaria e del sospetto permanente.
Ci sono anche appelli alle autorità selettive: si enfatizza l’appartenenza politica di Metsola e von der Leyen per suggerire incoerenza, proponendo una semplificazione dell’iter complesso delle istituzioni europee. Il ruolo di gruppi politici e ONG viene ridotto a uno schema manicheo (buoni vs cattivi), privo di dettagli sostanziali su ruoli e responsabilità.
Ovviamente non si lamenta mai quando il suo Jacopo Coghe va in Europa senza contraddittorio. Ovviamente la definizione di “bambini queer” resta una formula vaga e provocatoria. Nessuna spiegazione su cosa significhi nel contesto dell’evento, né se sia una citazione, un tema o uno slogan polemico.
Ridurre temi complessi come diritti, tutela dei minori e inclusione a slogan inchioda il dibattito in una polarizzazione sterile. L’effetto pratico della propaganda informativa è triplice: delegittima interlocutori senza affrontare argomenti, erode la fiducia nelle istituzioni con insinuazioni non verificate, e trasforma la tutela dei diritti in un pretesto per campagne emotive che mirano soprattutto a mobilitare una base politica.