Salvini attacca i Pride e promette vendetta, ma le parole di Pezzotti offendevano le donne trans


Salvini può dare della "zecca tedesca" a chi salva vite umane nel Mediterraneo, può far rappresentare Laura Boldrini con bambole gonfiabili ai suoi comizi e può denigrare intere etnie. A lui pare che tutto sia concesso, in quanto uomo di potere dotato di immunità.
E tanti pare piacere ad una sera lo elogia perché, forte coni deboli che promette vendetta contro chi si comporta come moltissimi leghisti sono soliti fare. Lo stratagemma è semplice: si una singolo caso isolato per alimentare odio contro l’intero movimento Pride.



Nicola Porro parla di "Gay Pride e pomp*ni", quasi a voler endere evidente come il suo obiettivo sia attaccare i Pride e non l'uomo che Salvini vuole ridurre alla fame. Lo hanno capito bene anche i suoi proseliti, che accusano i Pride di essere "carnevalate" agli occhi di chi si travestiva da unno a Pontida.
In fondo si sa: questa destra ama gli uomini vendicativi che puniscono il dissenso attraverso la gogna e l'umiliazione pubblica. Se il tema fosse stato il fatto in sé, Salvini sarebbe andato in Procura e non si sarebbe precipitato sui social a cercare polemica.

Tuttavia, se Salvini preferisce l'invettiva contro chi chiede diritti civili, è entrando nel merito delle parole di Lorenzo Pezzotti che Roberta Parigini, direttrice del MIT (Movimento Identità Trans), offre una prospettiva diversa:

Il ‘performer’ di uno dei carri del Pride di Milano ad un certo punto, decide di indirizzare un attacco politico a Salvini, nulla di nuovo o di strano. Peccato, che per farlo, anziché andare sul merito politico, usa e si fa scudo delle persone trans: attacca Salvini non per la politica, ma perché ‘veniva con noi’. Poi Salvini minaccia la querela ed il performer, per pararsi il didietro, si scusa: con chi? Con Salvini. Mica con le persone trans, utilizzate come “marchio di infamia”! Mica con le donne trans: nominate solo come oggetto per screditare l'avversario! Mica si scusa con una intera comunità che ormai da anni è suo malgrado nell'occhio del ciclone e subisce attacchi proprio perché esposta contro la propria volontà!

Insomma, Pezzotti avrebbe pronunciato un discorso degno di Pillon, offrendo su un piatto d'argento ai sacerdoti del populismo l'occasione per vittimizzare Salvini, basandosi su battute discutibili che diventano "offesa" solo laddove vi sia una spiccata omofobia di fondo.

Curiosamente, Salvini non portò in tribunale quella sua candidata trans che muoveva accuse simili ,ma piaceva ai leghisti prometteva prostituzione legale e rassicurava la loro intolleranza accostando le persone transessuali alla prostituzione.



E così, al posto di parlare di temi come la sanità o il lavoro, il Governo tiene in stallo il Paese per discutere di quanto Salvini si senta offeso da un singolo cittadino, il quale pare essere stato improvvisamente elevato a rappresentante di tutta la comunità LGBTQ+ mondiale.
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