Salvini mette alla gogna un partecipante del Pride, promettendo querele


​L'impressione è che il ministro Salvini utilizzi la magistratura come uno strumento di intimidazione. Chiunque esprima dissenso si ritrova, più o meno, destinatario di una sua denuncia, costretto a spendere migliaia di euro magari per sentirsi dire, in sede giudiziaria, che quello esercitato era mero
diritto di critica.
​Lo sappiamo bene noi di Gayburg: abbiamo speso ingenti somme di denaro per sentirci confermare che tutte le accuse rivolte nei nostri confronti da esponenti leghisti erano infondate. Tuttavia, nell'ambito penale, chi ha ragione deve comunque sostenere le spese della propria difesa. Ne consegue che in Italia i ricchi vincono sempre, perché a loro viene permesso di colpire economicamente anche chi è innocente.

​Dato che insultare pubblicamente una drag queen avrebbe potuto alimentare odio omofobo, Salvini ha preferito agire sui social anziché rivolgersi alle autorità per denunciare un partecipante del Pride, scegliendo così una via che espone al pubblico ludibrio:



Non male per un politico che si lamenta ogni volta che un suo alleato viene condannato per discirsi d'odio, ripetendo ossessivamente che lui sarebbe per la "libertà" di poter dire qualunque cosa si voglia. Ma forse quel suo principio non vale se a usare toni aspri non è un qualche populista che ce l'ha con i migranti...

Gongolano gli esponenti di CasaPound che, come loro abitudine, diffobdono nomi e fotografie segnaletiche:



​Secondo copione, l'attacco di Salvini è diventa il pretesto per insultare l'intera comunità LGBT italiana, rea di non incontrare il favore di figure come Pillon e Coghe:







Dopo i soliti insulti omofobi che testimoniano che chi è di destra deve poter insultare e diffamare impunemente, ariva chi violenta l'immagine di Gesù per sostenere che i gay sarebbero pedofili e farebbero sesso con animali:



Però questa gente non verrà denunciata. La legge che li avrebbe resi querelabili è stata affossata dal partito di Salvini.

Per cercare di sfruttare la situazione, l'opinabile battuta di un singolo partecipante ad un singolo Pride diventa "notiza" da diffondere a nome del partito. E tra i commenti, i leghisti chiedono che Salvini neghi la libertà di espressione ai gay:



Tanto basta a capire che ai leghisti è molto chiara la retorica per cui si attacca un singolo cittadino per attaccare intere comunità. È lo stesso schema con cui la Lega alimenta razzismo generalizzando singoli crimini.
Naturalmente non manca chi invoca l'uccisione dei gay, chi fa battute omofobe o chi li paragona a rifiuti:











Eppure, quando è Salvini a dare della "zecca" a chi sava vite umane nel Mediterraneo, invoca l'immunità e racconta che i loro insulti sarebbero "libertà di espressione"...
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