Senza vergogna. Il Tempo accusa gli scout cattolici di un fantomatico "indottrinamento islamico"

La destra populista ha dichiarato guerra agli scout cattolici da quando Jacopo Coghe si è lamentato per la loro decisione di non discriminare i capi gay secondo il suo volere. Non come la sua adoratissima Giorgia Meloni, che lo ha assecondato sino a imporre leggi che vietano una sana educazione sessuale nelle scuole a milioni di giovani cittadini italiani su sua esplicita richiesta.
Ma dato che la destra è attualmente concentrata nella promozione dell'odio religioso verso i mussulmani, un quotidiano di Angelucci se n'è uscito inventandosi un fantomatico «indottrinamento islamico degli scout cattolici Agesci»

L’articolo in questione è un esercizio di stile motlo lontano dal vero giornalismo. Par piuttosto un esempio applicato di come di come si costruisce una fake news sulla base del nulla.
Il pezzo poggia interamente su una segnalazione anonima – il classico "lettore" che scrive alla redazione – che serve a trasformare un pregiudizio soggettivo in una pretesa tendenza collettiva. Non servono fatti, non serve il contraddittorio: basta l'indignazione a comando.
L’apice dell’assurdo viene raggiunto quando il quotidiano tenta di dare veste di inchiesta a un semplice incontro di quartiere. Definire "indottrinamento" un evento su «pace e fratellanza internazionale», a cui hanno partecipato realtà come il Centro Astalli o l'Unicef, rivela la vera ossessione di questa destra: per loro, il pluralismo non è una ricchezza ma una minaccia. La logica sottesa è che l'incontro con l'"Altro" sia di per sé una contaminazione. Come se l'identità cattolica, per non essere "tradita", dovesse necessariamente chiudersi in un bunker di odio e diffidenza.
Il tentativo di delegittimazione prosegue con il classico argumentum ad hominem. L'autore dell'articolo cerca di infangare l'operato educativo dell'Agesci mescolando i curricula politici dei dirigenti con il presunto "indottrinamento islamico". Un guazzabuglio in cui la CEI, il Papa e il PD finiscono in un calderone complottista, utile solo a creare un nemico astratto da dare in pasto a una base elettorale sempre più affamata di polarizzazione.
A voler chiudere il cerchio dell'incompetenza, basta guardare la foto utilizzata a corredo del post social. Gli scout dell'Agesci indossano storicamente camicia azzurra e pantaloncini blu; il giovane ritratto nella foto, usata strumentalmente per scatenare la rabbia dei lettori, indossa invece l'uniforme dell'FSE. Che senso ha, dunque, pubblicare le immagini di un'associazione per attaccarne un'altra, quasi la si volesse spacciare per la prova di un «indottrinamento islamico degli scout cattolici Agesci» denunciato dal fantomatico Alessandro?
L'articolo non è un'inchiesta, ma un disperato tentativo di creare una bolla di odio in un momento in cui, evidentemente, mancano le prove reali per attaccare il mondo cattolico. Mentre la destra continua a lanciare strali dal suo fortino digitale, gli scout – quelli veri – continuano a fare educazione civica, a camminare con chi è diverso e a sporcarsi le mani. E forse è proprio questa libertà, questa capacità di non farsi dettare l'agenda dall'odio, a far così paura a chi vorrebbe vedere l'Italia ridotta a una caserma ideologica.