Troppe violazioni: Meta chiude il profilo dei giovani vannacciani


Il post di Laura Ravetto offre un tempismo perfetto per analizzare il cortocircuito comunicativo della destra sovranista. Da un lato c'è la retorica di Vannacci basata su disciplina, rigore e rispetto ferreo delle regole; dall'altro, la reazione indignata non appena quelle stesse regole – in questo caso i termini di servizio accettati al momento dell'iscrizione a una piattaforma privata – vengono applicate nei loro confronti.



Anziché fare chiarezza sui contenuti o sui comportamenti che hanno violato le linee guida sull'integrità, la reazione politica ha preferito la strada del complottismo e dell'eroizzazione. Laura Ravetto ha infatti gridato alla "censura" e ha annunciato vie legali ("I nostri ragazzi ricorreranno in Tribunale"), per poi concludere con un classico espediente retorico: "Ma intanto mi chiedo e vi chiedo: a chi facciamo paura?!?".
Questa reazione sposta l'attenzione dalle responsabilità oggettive (la violazione di regole sottoscritte) alla narrazione del "sistema cattivo" che tenta di silenziare le voci fuori dal coro, dimostrando che la richiesta di legalità e regole ferree, spesso, vale solo per gli altri.
Commenti