Trump ha privati i veterani lgbt dai programmi di assistenza sanitaria


Il presidente Trump pare ossessionato dai gay e divorato dal desiderio di fare loro del male. Questa volta ha deciso di colpire i veterani transgender e gay. Il Dipartimento statunitense per gli Affari dei Veterani (VA), per ordine dell'amministrazione, ha disposto l'eliminazione immediata di tutti i programmi di assistenza sanitaria basati sull'identità di genere e la rimozione della designazione LGBTQ+ dalla rete di coordinatori medici creata per aiutare proprio quei veterani.

La direttiva del 12 giugno, firmata dal Sottosegretario alla Salute John J. Bartrum della Veterans Health Administration, impone alle strutture sanitarie nazionali di cancellare iniziative come PRIDE in All Who Served e CBT-PRISM — programmi che in dieci anni hanno dimostrato di ridurre depressione, ansia e rischio suicidio nei veterani LGBTQ+.
Il memorandum cita esplicitamente gli ordini esecutivi di Trump sui programmi DEI (Diversity, Equity and Inclusion) e sul riconoscimento federale delle persone transgender, affermando che "risorse governative non potranno più essere utilizzate per attività che promuovono ciò che l'amministrazione definisce 'ideologia di genere'". Questa formulazione non è un semplice cambio di linguaggio: è un attacco ideologico che ignora completamente la realtà clinica.
I veterani LGBTQ+ hanno tassi significativamente più elevati di depressione, ansia, disturbo da stress post-traumatico, ideazione suicidaria, consumo di tabacco e alcol, e malattie cardiopolmonari rispetto ai veterani eterosessuali e cisgender. Sono anche più esposti a violenza, discriminazione, insicurezza alimentare e vagabondaggio. Eliminare gli interventi che affrontano queste disparità non è "neutralità": è omofobia istituzionalizzata.

Michael Kauth, ex direttore esecutivo del Programma per la salute LGBTQ+ della VA, ha risposto con una critica feroce: "Cosa c'è di onorevole nell'ignorare le disuguaglianze sanitarie e nel non riconoscere che alcuni gruppi sono più vulnerabili e a rischio di altri?". I coordinatori LGBTQ+ erano stati istituiti nel 2016 dopo che il VA aveva riconosciuto ostacoli specifici all'accesso alle cure: stigma, discriminazione e maggiore rischio di patologie.
Per un decennio hanno svolto un ruolo fondamentale: tutelare i veterani LGBTQ+, individuare lacune nell'assistenza, formare il personale, costruire relazioni con le organizzazioni della comunità, promuovere ambienti inclusivi. Trump ha spazzato via tutto con un memorandum, lasciando a rischio smantellamento l'intero programma, creando danni concreti alle vittime della sua persecuzione.

Questa non è la prima mossa di Trump contro i diritti LGBTQ+. Nei primi giorni del suo secondo mandato ha già eliminato oltre 50 pagine relative a questioni LGBTQ+ dal sito della Casa Bianca, incluse quelle dedicate a Matthew Shepard e Nex Benedict, vittime di crimini d'odio omobitransfobico. Ha imposto il divieto di esporre bandiere Pride nelle ambasciate statunitensi. Nel gennaio 2025 ha firmato un ordine esecutivo che ripristina il divieto per le persone trans di prestare servizio nell'esercito, negando congedi forzati al personale trans già arruolato.
Trump ha parlato di forze armate "afflitte da un'ideologia di genere radicale per placare gli attivisti LGBTQIA+" e ha dichiarato che "molte condizioni di salute mentale e fisica sono incompatibili con il servizio attivo". Ma questa retorica non è solo falsa: è pericolosa. Trasforma identità personali in "problemi di sicurezza nazionale" e giustifica discriminazioni come "misure di letalità militare".
Commenti