UCCR e la macchina del fango contro l'AGESCI: se l'accoglienza diventa un "tradimento"

L'Uccr è un gruppo di sedicenti "cristiani" che da anni cerca di promuovere intolleranza e odio omofobo. Insieme al solito Jacopo Coghe, ha preso di mira l'Agesci perché li accusa di non essere omofobi quanto vorrebbero gli integralisti e i gruppi neofascisti.
Usando toni incettabili, violenti e lesivi della dignità umana, oggi hanno pubblicato questa schifezza:

Inventandosi che i gay avrebbero schifo dei Pride e che gli scout avrebbero dovuto partecipare alla manifestazione integralista di Pillon e Coghe, schierandosi con chi vorrebbe privare le donne da ogni diritto di scelta, scrivono:
Il Lecco Pride 2026 è stato fin troppo sobrio rispetto agli standard di queste manifestazioni, verso cui anche numerose persone omosessuali provano crescente disagio e imbarazzo.
Ma anche ieri a Lecco, a fianco dei boy scout cattolici, non sono mancate esibizioni provocatorie, feticismi sessuali ostentati, strumentalizzazioni del disagio dei bambini trans (verso cui la comunità scientifica è sempre più critica), volgarità e “puppy play”, i cosiddetti “uomini cane”.
Scene umanamente degradanti a cui però l’AGESCI ha garantito pieno supporto.
Tra l’altro, nelle stesse ore, a Roma sfilava il popolo “pro-life”. La scelta verso quale manifestazione aderire è stata piuttosto chiara.
I cosiddetti "signori" di Uccr non provano imbarazzo nel creare mistificazioni e accomunare cose che non c'entrano nulla, mossi da evidenti sentimenti assai poco cristiani?
La macchina del fango guidata da UCCR si muove seguendo il solito, copione: manipolare la realtà, isolare i dettagli per scandalizzare i bigotti e sputare sentenze su chiunque provi a declinare la fede cattolica secondo i principi dell'accoglienza e del rispetto.
Guardando l'articolo intero che hanno pubblicato, emerge in tutta la sua ipocrisia la strategia di questa destra integralista.
Il feticcio dell'"uomo cane" e la colpevolezzazione dell'associazione
Come si vede chiaramente dal fotomontaggio accostato ad arte nel loro articolo, la loro specialità è il cherry picking fotografico. Prendono l'immagine di una persona che pratica "puppy play" (una subcultura totalmente innocua e che nulla toglie ai diritti di nessuno) e la sbattono di fianco alla foto dei capi scout in camicia azzurra che sfilano sorridenti e gridano allo scandalo.
L'obiettivo è meschino: far credere che l'AGESCI stia approvando o promuovendo specifiche pratiche, anziché scendere in piazza –come storicamente fa lo scoutismo– per i diritti civili, la dignità umana e contro ogni discriminazione. Per UCCR, la presenza pacifica dei ragazzi e dei capi scout diventa "un tentativo di far coincidere i valori cattolici con volgarità sessuali e disumanità". La vera disumanità, in realtà, sta tutta nel loro sguardo giudicante.
L'ossessione per il documento AGESCI e la caccia alle streghe
Ma il vero travaso di bile per gli integralisti non è solo la sfilata a Lecco. UCCR non ha ancora digerito la svolta storica dell'AGESCI, quando l'associazione ha approvato il documento ufficiale su «identità di genere e orientamento sessuale e affettivo».
Nel loro articolo, arrivano a definire "un silenzio inspiegabile e imbarazzante" quello dei vescovi italiani, citando le parole avvelenate dell'ex assistente ecclesiastico don Francesco Maria Fragiacomo. Qual è la colpa dell'AGESCI secondo questi signori? Aver aperto alla possibilità di affidare ruoli educativi anche a persone LGBTQ+ e transgender. Per UCCR, una persona omosessuale o trans "tradisce platealmente i valori cattolici" per il solo fatto di esistere e amare. Siamo alla pura e semplice discriminazione ideologica applicata alla pedagogia.
La sponda politica con il mondo che si definisce "pro-life"
Verso la fine del pezzo, il velo cade definitivamente e UCCR svela la sua natura di megafono politico. Lamentano il fatto che, mentre l'AGESCI sfilava a Lecco, a Roma si radunava il popolo "pro-life" di Pillon e Coghe. Scrivono, con il dito alzato: "La scelta verso quale manifestazione aderire è stata piuttosto chiara".
Certo che è stata chiara, e meno male! L'AGESCI ha scelto di stare dalla parte dei diritti, dell'inclusione, dei ragazzi che accompagna ogni giorno nei propri gruppi, rifiutando di farsi arruolare nelle sfilate di chi vorrebbe riportare le lancette della storia indietro di cinquant'anni, calpestando i diritti delle donne e delle minoranze.
Ciò che fa più rabbia è la pretesa di questi blog di dettare le linee guida di cosa sia "cristiano" e cosa no. Nel retroterra culturale di UCCR non c'è traccia del Vangelo, non c'è traccia dell'accoglienza o del messaggio di Papa Francesco. Ci sono solo i link alle crociate contro la presunta "lobby omosessuale" e la difesa a oltranza di un'antropologia retrograda.
L'AGESCI a Lecco ha dimostrato che si può essere cattolici senza essere bigotti, che si può educare alla fede senza educare all'odio. Ed è esattamente questo che fa paura a UCCR: scoprire che il loro cattolicesimo fatto di divieti, fobie e fango è ormai un ferro vecchio, superato dal coraggio di chi cammina a testa alta.