Un giudice federale ha bloccato la deportazione di donne trans in prigioni maschili pretesa da Trump


Anche se Trump è orgogliosamente transfobico, il governo "non può consapevolmente mettere le persone in grave pericolo".
Con questa motivazione un giudice federale ha impedito il trasferimento di 14 donne trans detenute in carceri federali femminili in carceri maschili. Il giudice distrettuale statunitense Royce C. Lamberth ha dunque concesso un’ingiunzione preliminare che impedisce al Bureau of Prisons di attuare una disposizione dell’Ordine Esecutivo 14168 del Presidente Donald Trump nei confronti delle ricorrenti, per tale politica le esporrebbe a gravi rischi di violenza e aggressioni sessuali.

La norma, varata il 20 gennaio 2025, imponeva alle agenzie federali di riconoscere solo due sessi e obbligava le carceri federali a detenere le persone in base al sesso assegnato alla nascita.
Ad aprile, la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia ha sostanzialmente confermato la legittimità delle ricorrenti a contestare una politica che avrebbe messo a rischio la loro incolumità, riconoscendo che le discriminazioni pretese da Trump le avrebbero rese particolarmente vulnerabili a subire violenze.
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