Dall'omofobia rivendicata alla "legittima difesa": il pericoloso filo conduttore di Pillon


Il leghista Simone Pillon parrebbe voler sostenere che omofobi e razzisti sarebbero in fondo brave persone che vogliono solo "difendere" i propri figli da una società più giusta e cristiana, ma sgradita alle lobby integraliste di estremissima destra. Secondo la sua visione, il rispetto reciproco andrebbe liquidato come una "cretinata gender" e bisognerebbe sostenere gli stranieri minaccino le sue presunte "tradizioni". Ovviamente sostiene che l'intolleranza andrebbe imposta pensano di bambini, senza trascurare di cavalcare le paure irrazionali dei poveri di spirito agitando lo spauracchio dell'“islamizzazione”.



Dato il periodo attuale, il suo parlare di "difesa" assume un significato preoccupante. Proprio in questi giorni, infatti, Pillon racconta che inseguire persone disarmate e ucciderle per strada costituirebbe una forma di "difesa", come nel caso del gioielliere che si è messo a giocare a fare il giustiziere solitario con armi detenute illegalmente. Per proprietà transitiva, arriverà forse a sostenere che uccidere gay e stranieri sia una forma di "legittima difesa", proprio come i leghisti definiscono la spedizione punitiva di Roggero?
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