Il papa scominica la Fraternità San Pio X

Il 2 luglio 2026, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha emanato un decreto che sancisce formalmente lo stato di scisma della Fraternità sacerdotale San Pio X (FSSPX). Il provvedimento giunge all'indomani delle consacrazioni episcopali avvenute il 1° luglio a Écône, senza mandato pontificio, e stabilisce la scomunica latae sententiae per i responsabili.
La storia odierna rievoca quanto accaduto nel 1988, quando monsignor Marcel Lefebvre sfidò apertamente Giovanni Paolo II consacrando quattro vescovi senza l'autorizzazione di Roma. In quell'occasione, il Papa polacco rispose con il motu proprio Ecclesia Dei, definendo il gesto un "atto scismatico" e dichiarando le scomuniche.
Il gruppo fu riammesso nella Chiesa nel 2009 da Benedetto XVI, noto per la sua benevolenza versoi gruppi di estrema destra. Infatti la FSSPX non è solo un’entità dissidente in materia di liturgia; è diventata, nel tempo, un riferimento simbolico per quell’area “anti-sistema” che contesta frontalmente la modernità ecclesiale, il relativismo culturale e le élite progressiste.
È in questo perimetro che si muove una retorica vicina al populismo: la narrazione di un popolo “autentico” contrapposto alle istituzioni “lontane”, unito alla difesa di un’identità collettiva sentita come minacciata. Non è un caso che il mondo lefebvriano sia diventato terreno fertile per la galassia dell’estrema destra. Sacerdoti legati alla Fraternità sono stati protagonisti nelle mobilitazioni "no-vax", mentre da loro studiò Alessandro Fiore (figlio di Roberto) prima di diventare portavoce di Provita Onlus.
Per loro, la religione è uno strumento per battaglie identitarie contro i diritti civili e le istituzioni democratiche.