Il pastore Luigi Carollo paragona i gay a "demoni"


Certe uscite pubbliche appaiono così violente da essere difficili da commentare. È il caso del recente intervento social del pastore pentecostale Luigi Carollo, dove un attentato terroristico contro il Berlino Pride diventa pretesto per sostenere che gay e mussulmani sarebbero "demoni".



Nel suo attacco social, Carollo commenta un drammatico fatto di cronaca sfoderando una retorica medievale. Per il pastore, l'alleanza o la vicinanza tra attivisti LGBTQ+ e movimenti pro-palestinesi sarebbe un assurdo "cane che si morde la coda", poiché — secondo la sua distorta visione biblica — si tratterebbe semplicemente di "satana che scaccia satana".
In poche parole, Carollo sostiene che la comunità LGBTQ+ e i musulmani sarebbero sotto l'influenza del diavolo, ossia entità demoniache da combattere o, peggio, da lasciare al proprio destino di morte.
Ed ovviamente accusachi critica i massacri di massa di essere "pro-terrorismo" in un evidente tentativo di creditarli mediante falsa testimonianza.

Il vero abisso morale si spalanca quando Carollo spinge il suo ragionamento fino a giustificare o a sostenere implicitamente le atrocità in Palestina. Il suo retropensiero è elementare quanto spietato: poiché gran parte del mondo islamico è profondamente omofoba (esattamente come lui, verrebbe da aggiungere), allora i gay dovrebbero smettere di solidarizzare con i palestinesi e, di fatto, augurarsi o accettare la loro distruzione.
È qui che si consuma il cortocircuito logico e umano del personaggio. Carollo non comprende -o fa finta di non capire- che difendere i diritti umani non significa giustificare l'omofobia altrui. Sostenere che un popolo meriti di subire stagi, bombe e genocidi solo perché al suo interno esistono sacche di omofobia significa scendere allo stesso livello di barbarie che si finge di condannare.
Ridurre la vita di migliaia di civili (inclusi, ironia della sorte, proprio quei civili LGBTQ+ che subiscono doppie persecuzioni) a un "se la sono cercata" sarebbe a dir poco ripugnante.

Definire "demoni" o strumenti del diavolo le persone omosessuali e i musulmani dimostra un'omofobia viscerale e un razzismo ideologico identici, nella sostanza, a quelli che il pastore imputa ai fondamentalisti islamici.
Carollo condanna l'intolleranza altrui unicamente perché vuole usare la sua personalissima intolleranza come lasciapassare per la violenza, la disumanizzazione e il tifo da stadio per i sedicenti "cristiani" che uccidono mussulmani.
1 commento