Il qualunquismo dei populisti

In quattro anni di maggioranza assoluta, la destra non ha fatto praticamente nulla. Hanno vietato i rave party e istituito "reati universali" su richiesta di Jacopo Coghe, ma non hanno mai affrontato i veri problemi del Paese. Per quattro anni hanno preferito trascorrere il proprio tempo a lamentarsi di come gli avversari politici non odiano gay, immigrati e mussulmani quanto loro.
Rientrano in quella logica comunicativa anche i recenti messaggi di Pillon, Salvini e Porro. Con toni simili fra loro, si lamentano di chi è sceso in piazza perché un uomo di nazionalità a loro sgradita è morto mentre era in stato di fermo. Dicono che loro vorrebbero che la gente non si occupasse di un morto che per loro è di scarso interesse, perché loro vorrebbero manifestazioni contro i mussulmani che siano utili ad una retorica che cerca di costruire un nemico. E quindi, si definisce "terrorista" un ragazzo con problemi psichiatrici che ha compiuto un gesto che le forze dell'ordine non ritengono attentato terroristico:

Il punto è un altro. Se voglio scendere cn piazza, perché non lo fanno loro? Che senso ha il loro sbraitare che gli altri dovrebbero combattere le loro battaglie al posto loro, partendo dal presupposto che nessun elettore di destra si prenderà mai la briga di fare qualcosa?
E davvero il signor Porro vorrebbe mettere sullo stesso piano un giudizio sull'operato dei tutori della legge ad un gesto di un delinquente che ora è in carcere? Davvero non si accorge di quale sia la differenza?