La crociata di Castellane contro i migranti

Non pare conoscere sosta la violenta campagna di istigazione all'odio etnico condotta da Bonifacio Castellane, che anche oggi tenta di alimentare la sya retorica razzista, lasciando intendere che l'appartenenza a determinati gruppi migratori sia di per sé sinonimo di criminalità. Il tono denigratorio emerge con chiarezza persino verso chi osa osservare chi vi siano migranti capaci di compiere gesti eroici, arrivando a salvare vite umane:

In realtà, ciò che dovrebbe davvero imbarazzare è proprio il ricorso sistematico a tali generalizzazioni. Si tratta di una strategia che sfrutta una strumentale selezione di notizie, analizzate cinicamente su base etnica, per alimentare paure ingiustificate e odio contro milioni di persone innocenti. Eppure, non sarebbe difficile comprendere che, così come esistono italiani onesti e italiani che delinquono, anche nel caso dei cittadini stranieri dovrebbe essere sempre il comportamento individuale (e mai l'etnia di appartenenza) a determinare il giudizio sull'operato delle persone.
Viene infine da chiedersi come si concilino le sue teorie etniche con l'identità da presunto "cattolico" che Castellane ama ostentare. Seguendo la sua stessa logica deterministica basata sull'origine etnica, dovremmo forse arrivare all'assurdo di considerare Gesù un criminale, solo perché palestinese e non italiano? Avevano ragione i romani a difendere Apollo perché divinità italiaca dalla pelle bianca?