La curiosa teoria di Salvini: andare dalla polizia sarebbe "intimidazione", uccidere sarebbe "legittima difesa"


Evidentemente il fidanzato della figlia di Roggero è un cretino, dato che nel 2015 non prese un'arma in pugno ma preferì andare dalla polizia quando il gioielliere si presentò in piena notte a casa sua e, armato di pistola, lo picchiò e minacciò lui e la sua famiglia. Stessimo alla teoria di Ceccardi, Nordio e Salvini, in nome della "legittima difesa" il ragazzo avrebbe tranquillamente potuto rincorrerlo per strada e avrebbe avuto ogni diritto di sparargli alle spalle. In questo modo avrebbe anche risparmiato i soldi dell'avvocato.

Poiché chi gioca a fare il giustiziere solitario parrebbe piacer molto all'elettorato populista, Salvini già promette una legge che renderà "legittima difesa" anche la decisione criminale di dare la caccia a qualcuno col fine di ucciderlo. Lo potrà fare anche in totale assenza di rischi per la propria incolumità, come nel caso di Roggero: l'omicidio intenzionale dettato da sete di vendetta sarà legittimo e fonte di ispirazione per giovani leghisti, ai quali verrà insegnato a preferire la vendetta alla giustizia.



Ma mentre promette che le spedizioni punitive saranno rese perfettamente legali, è curioso come sostenga che sporgere querela presso la polizia sia un atto di "intimidazione". Lo dichiara rilanciando le affermazioni di Susanna Ceccardi, Isabella Tovaglieri e Anna Cisint, e il loro sostenere che l'essere state denunciate per discorsi d'odio sarebbe un atto "intimidatorio" inaccettabile:



Quindi uccidere sarebbe cosa buona e giusta, mentre rivolgersi alla polizia sarebbe un atto inaccettabile? E se domani sosterranno che ci si debba "difendere" dai musulmani perché antipatici al loro partito, varrà la regola per cui chi si sente minacciato potrà andare per strada a sparare alle spalle di chi ha un credo religioso diverso dal proprio?
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