La fabbrica del vittimismo


Probabilmente il pastore evangelico Luigi Carollo non ci ha pensato neppure un secondo a scendere lui in piazza. Un impegno personale costa fatica, motivo per cui è molto più facile starsene a casa propria a lamentarsi sui social perché gli altri non combattono le sue battaglie al posto suo.
Nonostante paia evidente il desiderio di denigrare chi ha manifestato in piazza a seguito della morte di un cittadino di origini straniere durante un controllo di polizia, poco chiaro è perché sostenga che bisognerebbe manifestare per un pastore evangelico che ha chiesto e ottenuto l'arresto di un uomo che lo accusava di avergli sottratto dei soldi...



​I fatti riguardano un 45enne che si sarebbe fatto aiutare dal pastore della chiesa evangelica, al quale avrebbe anche consegnato del denaro. Sentendosi poi truffato, avrebbe iniziato a perseguitarlo con allusioni a debiti non pagati, alla sua scarsa affidabilità imprenditoriale e alla sua credibilità religiosa, arrivando a minacce di morte scritte su TikTok. In seguito alla denuncia sporta dal pastore ai Carabinieri, l'uomo è stato arrestato e posto in carcere.

​Se l'episodio giudiziario si è chiuso con un provvedimento restrittivo, la discussione online aperta da Carollo ha preso una piega ben diversa. Sulla sua pagina, infatti, i suoi sostenitori hanno rapidamente deviato l'attenzione dal merito della vicenda per concentrarsi su insulti ai gay o attacchi strumentali contro la sinistra e chi non si allinea all'estrema destra.





​Tra i commenti spiccano uscite surreali e intise di pregiudizi, come chi sostiene che "per avere la solidarietà dei sinistri bisogna essere pluripregiudicati e anche immigrati irregolari" o chi si lancia in paragoni improbabili lamentandosi del fatto che "uno che parla di Gesù senza far del male a nessuno viene arrestato e quelli che vanno nudi vengono applauditi".
​Insomma, un copione ben rodato: si usa una vicenda giudiziaria personale per alimentare la retorica della persecuzione, offrendo al proprio pubblico il pretesto perfetto per riversare odio social contro le minoranze e gli avversari politici.
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