La fabbrica della propaganda: quando la morte diventa uno strumento politico

Esistono i fatti ed esiste una narrazione costruita ad arte da Tommaso Cerno. Ad esempio, chi non giustifica i massacri di Netanyahu non sta giustificando Hamas, ma nel racconto di Cerno vengono definiti "pro-terroristi" perché la sua linea tende a generalizzare, facendo passare il messaggio che tutti i musulmani sarebbero criminali. Ed è paradossale come anche quei Pride che Cerno è solito denigrare sembrino improvvisamente tornargli utili quando una morte può essere sfruttata a fini di propaganda.

Inquietante è inoltre osservare come, sui profili vicini ad ambienti dell'estrema destra, si arrivi a inneggiare apertamente a massacri e uccisioni extragiudiziali. Lo dimostrano commenti in cui si esulta esplicitamente per la morte di un sospettato, considerato "terminato" perché "non esiste altra soluzione" anziché auspicarne l'arresto e un normale processo.
Eccitato nell'avere la possibilità di proposi come il gay di destra che usa i morti pe istigare odio religioso, sostenendo che non bisognerebbe lamentarsi di Pillon se altrove ci sono altri omofobi, scrive pure:

Praticamente sono due giorni che Cerno cerca di tirare in ballo Zan, accusandolo di non ritenere che l'omofobia di alcuni giustifichi il massacro di interi popoli. E ci dica il signor Cerno: se il suo Trump gli ammazzerà tutti i mussulmani,