La giustizia non è vendetta: riflessioni sul caso Roggero

Inseguire dei rapinatori per strada e sparargli alle spalle dopo averli raggiunti non configura un atto di "legittima difesa". Si tratta, a tutti gli effetti, di un’esecuzione sommaria.
Lo hanno riconosciuto i giudici di tre diversi grandi di giudizio.
Nonostante ciò, Simone Pillon (esponente della Lega) invoca pubblicamente la grazia per Mario Roggero, colui che ha agito mosso da una lucida sete di vendetta, violando platealmente il quinto comandamento ("Non uccidere").

È necessario riflettere sulle implicazioni di tale richiesta: se si dovesse accettare la tesi di Pillon – ovvero che la legge penale possa essere sospesa in nome di un presunto "diritto" a farsi giustizia da soli contro chi ci ha recato un torto – si aprirebbe un precedente pericolosissimo.
Seguendo questa logica distorta, si potrebbe paradossalmente argomentare che chiunque subisca una discriminazione o un diniego di diritti civili – come le coppie omosessuali a cui Pillon nega il diritto al matrimonio – sarebbe legittimato a "difendersi" dal politico stesso. Ma è proprio per evitare la legge del taglione che esiste lo Stato di diritto: la civiltà giuridica impone che la giustizia venga amministrata nelle aule di tribunale, non attraverso il fuoco delle armi in strada. Chiedere la grazia in un caso di questo tipo significa minare alla base il principio di legalità, trasformando l'emotività e il rancore in criteri di giustizia.
Anche la leghista Isabella Tovaglieri sostiene che sarebbe "assurdo" condannare chi commette un duplice omicidio per vendetta:

Nel video, la leghista dichiara:
La condanna di Mario Roggero lascia tutti gli italiani onesti e per bene con l'amaro in bocca e con un profondo senso di solitudine. Perché è una sentenza che non è degna di un Paese civile in cui a essere condannati dovrebbero essere i delinquenti e non le persone per bene. Ed è una vicenda che ci pone tutti di fronte ad una domanda semplice, e cioè da che parte stia lo Stato. Dalla parte dei cittadini onesti che difendono la propria famiglia, i propri affetti, il proprio lavoro, o dalla parte di chi sceglie di violare la legge? Per questo motivo faccio una cosa che non ho mai fatto in vita mia, e cioè con questo video invito tutti coloro che ritengono che Mario Roggero sia ingiustamente vittima a sostenere la sua raccolta fondi per contribuire al peso economico dei risarcimenti a cui è stato condannato, perché parliamo di oltre 3 milioni di euro che Mario deve risarcire ai familiari dei malviventi. Nessun cittadino onesto dovrebbe essere lasciato solo dopo aver vissuto un dramma simile e al contempo chiedo al Presidente della Repubblica di valutare la grazia, perché non si tratta di cancellare una sentenza, ma di compiere un gesto di umanità e di giustizia verso un uomo che da anni sta portando sulle proprie spalle il peso di una notte che gli ha cambiato e rovinato la vita. La politica ha il dovere di stare dalla parte delle vittime e di non trasformarle in colpevoli e noi continueremo a batterci perché chi difende se stesso, la propria famiglia e il proprio lavoro non venga mai più abbandonato dallo Stato.
La leghita sostiene che non sarebbe "italiano onesto e per bene" chi ritiene che un assassino debba andare in carcere. Chiede soldi a sostegno di chi ha ucciso due uomini, inventandosi che avrebbe "difeso la propria famiglia" da rapinatori che se n'erano andati e che lui ha rincorso. Ed è interessante sostenga che il condannato in via definitiva fosse "cittadino onesto", lamentandosi debba persino rispondere di un duplice omicidio che gli avrebbe ingiustamente rovinato la vita (a lui, non ai due morti).