La Lega si precipita a difendere gli agenti presenti durante la morte di Fakir

Nella periferia di Bologna, un uomo è morto mentre veniva immobilizzato a terra da due poliziotti. Si chiamava Abderrahim Fakir e aveva poco più di 40 anni. In alcune immagini registrate da un residente del quartiere, lo si sente chiedere aiuto mentre gli agenti continuavano a tenerlo a terra.
La prima reazione della Lega è stata quella di sostenere che sarebbe un'offesa alla polizia chiedersi come sia possibile che un uomo preso in custodia dallo Stato possa morire. Anzi, l'europarlamentare Anna Cisint ammette candidamente di non conoscere i fatti, ma usa questa premessa solo per pretendere che gli altri tacciano, mentre lei ha già stabilito d'ufficio chi avrebbe ragione:

Nel suo messaggio ci piazza pure un Tricolore, ridotto a vessillo di una retorica politica che confonde il patriottismo con la difesa d'ufficio a prescindere.
Il problema di fondo è che non è negando i fatti o minimizzando gli errori che si dimostra reale "rispetto" per le forze dell'ordine. Le istituzioni e le divise si rispettano pretendendo trasparenza e legalità, e non sventolandole a intermittenza a seconda della convenienza politica: la stessa coerenza che spesso viene meno quando si sceglie di giustificare o elevare a "eroe" chi si fa giustizia da solo perché non crede nello Stato, come avvenuto nel caso di Roggero.