Le curiose teorie etniche del partito di Vannacci

È Emanuele Ajello, esponente del partito di Vannacci, ad aver diffuso sui social un video in cui dichiara:
Ci dicono che l'italianità non esista, che l'etnia italiana sia frutto di una mescolanza di culture causate da conquiste e da invasioni. Niente di più falso e antinazionale.
Nella storia d'Italia, centro-nevralgico del progresso, dello sviluppo e dell'evoluzione umana, il popolo straniero che si è mescolato di più con il nostro sono stati i Longobardi al 4%, ovvero una percentuale bassissima, in quanto solo la classe dirigente si trasferiva in Italia. Ad oggi gli islamici rappresentano il 7% della popolazione ed esigono imporsi culturalmente. Nella nostra storia plurimillenaria mai era accaduta una cosa simile. Futuro Nazionale difende la nostra identità e combatte contro l'invasione barbarica.
Il video propone una narrazione politica che fa leva su concetti di "identità nazionale", "purezza etnica" e "scontro culturale". Il discorso solleva diverse problematiche dal punto di vista storico e sociologico:
- Riduzionismo storico: Ajello sostiene che la storia italiana sia caratterizzata da un'assenza di mescolanze, citando solo la dominazione longobarda come eccezione statistica. Questa visione ignora millenni di stratificazioni culturali, genetiche e linguistiche che definiscono non solo l'Italia, ma l'intera area del bacino del Mediterraneo, caratterizzata da sempre da flussi migratori, scambi commerciali e interazioni tra civiltà.
- Concetto di "Etnia Italiana": L'uso del termine "etnia" in un contesto moderno suggerisce un'idea di identità chiusa e immutabile. La scienza contemporanea sottolinea come le identità nazionali siano costrutti sociali dinamici e in costante evoluzione, piuttosto che basati su una rigida omogeneità biologica o storica.
- Retorica dell'"Invasione": L'uso di metafore come "invasione barbarica" per descrivere i fenomeni migratori contemporanei è una tecnica retorica volta a creare un senso di urgenza e minaccia. Tale linguaggio tende a disumanizzare i flussi migratori, trasformando sfide socio-politiche complesse (come l'integrazione o la gestione dei flussi) in uno scontro esistenziale tra "noi" e "loro".
- L'imposizione culturale: Il parallelo tracciato tra la presenza dei musulmani in Italia e una presunta minaccia all'identità nazionale trascura il fatto che la cultura italiana stessa è il risultato di un lungo processo di sintesi tra influenze esterne. Il discorso punta a escludere categorie specifiche di persone dal concetto di "italianità", negando la possibilità di un'integrazione che non comporti la perdita di identità, una tesi che viene spesso contestata dal pluralismo democratico.