Le mistificazioni sul caso Roggero


Mario Roggero si presentò in piena notte a casa del fidanzato di sua figlia, minacciandolo con una pistola in pugno. Se quel ragazzo avesse reagito con la stessa logica di Roggero, avrebbe potuto rincorrerlo, ucciderlo e infierire sul suo corpo esanime. Fortunatamente, al signor Roggero è andata bene: il giovane ha preferito affidarsi alla giustizia anziché alla vendetta e ha scelto di denunciarlo.
​Oggi, tuttavia, Roggero recita la parte della vittima, arrivando a definire "legittima difesa" l'atto di inseguire e giustiziare due persone per strada. Purtroppo, c'è chi va dietro allasua tesi, arrivando ad affermare che chi non ha fiducia nella legge dovrebbe sentirsi legittimato a compiere massacri, magari usando armi detenute illegalmente come ha fatto Roggero:



​Ai due protagonisti di questo video, dai toni quantomeno discutibili, vorremmo far notare una distinzione fondamentale: Roggero non si trovava all'interno del proprio negozio, ma stava inseguendo due persone disarmate per strada, armato di pistola:


​È inoltre gravissima la tesi sostenuta nel video, secondo cui non sarebbe necessaria la proporzionalità nella reazione. Seguendo questa logica, basterebbe un semplice sguardo di sfida per sentirsi autorizzati a sparare in faccia al proprio interlocutore.

Da sottolineare è il anche passaggio in cui i protagonisti della scenetta sfottono chi crede allo stato. Secondo loro sarebbe cretino chi non insegue dell persone disarmate allo scopo di ucciderle, perché per loro sarebbe ovvio che il Governo Meloni non saprà garantire sicurezza.



Ma se si sostiene che sarebbe furbo chi sceglie di uccidere qualcuno piuttosto che sporgere denuncia, si potrebbero anche sostenere che sia più facile stuprare una ragazza piuttosto che corteggiarla. Perché mon esisterebbe argine alle illegalità che si potrebbero ritenere lecite per soddisfare un impulso.

​Simili contenuti rappresentano una propaganda fuorviante. Per sostenere tesi insostenibili, si ricorre a premesse false che tentano di giustificare fatti ben diversi da quelli rappresenti. E temi importanti vengono ridotti a meme, scenette e caricature.
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