Le strumentalizzazioni di Pillon

Simone Pillon torna a strumentalizzare la cronaca per portare avanti la sua battaglia ideologica. Questa volta punta il dito contro una specifica vicenda legata alla GpA, ignorando completamente -come sempre- la realtà dei fatti: la stragrande maggioranza delle coppie che ricorrono alla maternità surrogata sono eterosessuali.
A Pillon non interessa un dibattito onesto sul tema. Il suo unico obiettivo è isolare casi limite per gridare alla criminalizzazione della genitorialità gay, cercando di imporre una visione che vorrebbe riservare il diritto di essere genitori esclusivamente alle coppie eterosessuali.

Il caso scelto cavalca abilmente la sua ideologia antiabortista: il messaggio sottinteso è che la volontà dei genitori debba essere subordinata alle sue personali pretese morali. C’è un cortocircuito evidente nel suo ragionamento: se da un lato contesta alle donne il diritto di decidere del proprio corpo (negando il diritto all'aborto), dall'altro pretende di decidere per le vite altrui, usando un caso isolato per condannare intere categorie di persone. E quindi il genitore dovrebbe poter scegliere solo quando si parla di bietare una sana educazione affettiva ai figli degli altri, non certamente se si preferisce non far nascere chi soffrirà a causa di gravi malformazioni.
La strategia è chiara: basare la propria narrazione sull'assunto che la sua visione del mondo debba prevalere su qualsiasi altra scelta individuale.
Tra i commenti, Pillon ha raccolto i frutti del suoi semi d'odio:

Nessuno critica la scelta personale, ma tutti cercano di attaccare un intero gruppo sociale. Però, quando un eterosessuale bianco violenta o iccide una donna, si lamentano se qualcuno amplia il dibattito perché la loro teoria è che il loro metro di giudizio valga sempre e solo per gli altri...
Il farabutto che si nasconde dietro quel blasfemo nicknane sarà ache un ferice omofobo, ma non è accettabile la violenza di chi si permette di definire "empio demone" qualcuno solo perché non è mosso dal suo rancore anticristiano e osa credere nella dignità umana.