L'intolleranza come agenda politica: tra narrazioni distorte e polemiche culturali

La Lega di Salvini è tornata a promuovere una narrazione che mette in discussione la legittimità di misure volte a favorire l'inclusione lavorativa delle donne e delle donne transessuali. Attraverso i propri canali social, il partito solleva dubbi sulla validità dell'uguaglianza sostanziale, suggerendo, di fatto, che riconoscere le disparità di genere (come il divario salariale o le marginalizzazioni vissute dalle donne trans) sarebbe un atto ingiusto e discriminatorio verso il maschio eterosessuale bianco:

Il partito leghista sta cavalcando una polemica alimentata dalla stampa populista, che accusa la Regione Emilia-Romagna di voler riservare una quota fissa di posti in corsi di formazione professionale a donne e donne transessuali. Ovviamente la loro narrazione ha deliberatamente discorso il contenuto dei bandi, cancellando il riferimento alle donne per costruire un falso scenario in cui si vorrebbe discriminare il maschio eterosessuale bianco a favore di persone trans (spesso citate al maschile con intento denigratorio).
E così la Lega nega che le donne transessuali siano discriminate, nonostante il loro stesso partito abbia ripetutamente cercato di accostarle alla sola prostituzione:

In questo contesto, l'esponente leghista sembra riciclare retoriche importate dal panorama politico statunitense, sostenendo la tesi infondata di Trump secondo cui l'inclusione delle persone LGBT+ sottrarrebbe lavoro a uomini bianchi ritenuti più competenti.
E chissà non sua stato un errore il loro citare il termine "identità di genere", dato che l'ideologia populista nega sistematicamente l'esistenza stessa di quel concetto.
Parallelamente, il leghista Simone Pillon pare voler estendono quell'approccio polemico alla sfera culturale. Oggi elogia chi insulta la presenza di attori neri in produzioni basate sui poemi omerici, invocando una presunta verità storica che dovrebbe imporre solo attiri bianchi. Peccato che la sua sensibilità verso l'accuratezza filologica appare infatti meno stringente quando si tratta di icone religiose, come le rappresentazioni artistiche occidentali di Gesù, spesso raffigurato come caucasico nonostante il contesto geografico e storico di origine.

Il leghista Edoardo Rixi preferisce sostenere che "grazie alla Lega" non si cercherà più di appurare i fatti se la vittima non è italiana. In tal modo, personaggi come il poliziotto di Rogoredo l'avrebbero fatta franca:

La loro tesi è che bisognerebbe assolvere tutti senza manco capire cosa sia successo, basando la decisione sull'etnia delle persone coinvolte.
La signora Susanna Ceccardi, infine, è esponente di un partito che ha rubato 49 milioni di euro agli italiani, senza che nessuno ne rispondesse. Ma promette che le garanzie costituzionali verranno soppresse se un reato verrà commesso a danno di chi ha commesun crimine:

In pratica, se un bambino rubasse le ciliege dal vostro albero e voi decideste di sparargli in daccia, sareste nel giusto perché la signora Ceccardi sostiene non esista eccesso di legittima difesa.
Siamo, in definitiva, di fronte a un partito che sembra aver eletto l'intolleranza e la contrapposizione identitaria come pilastri della propria comunicazione politica, utilizzando strumenti di distorsione del reale per alimentare un perenne clima di scontro.