Oltre il clickbait: quando la cronaca diventa arma ideologica


Bonifacio Castellane, firma di punta del quotidiano di Maurizio Belpietro, annuncia di aver deciso che "il Green è una truffa pericolosa". Lo avrebbe stabilito sulla base di una notizia dell'agenzia ANSA, in cui si racconta di un incendio a Milano che ha coinvolto un carico di biciclette elettriche.
Si potrebbe dare la colpa ai 40 gradi di temperatura, ma chi nega i cambiamenti climatici preferisce incolpare chi non inquina.



Il meccanismo retorico utilizzato è quello della generalizzazione indebita. Elevare un singolo incidente a prova definitiva per condannare un'intera transizione tecnologica è un'operazione che ignora deliberatamente le basi del metodo scientifico e statistico.
Criticare le politiche ambientali o le tecnologie "green" è legittimo, ma quando la critica si trasforma in una strumentalizzazione del dolore o del pericolo, il dialogo si interrompe. Ridurre la complessità della mobilità sostenibile ai rischi (reali, ma gestibili) legati alle batterie al litio significa ignorare deliberatamente i costi sistemici, ambientali e sanitari dei combustibili fossili, che rimangono, ad oggi, la causa principale di inquinamento atmosferico nelle nostre città.

L'uso del termine "truffa" in relazione alla transizione ecologica non è casuale. Serve a polarizzare, a creare una tifoseria contrapposta in cui la tecnologia diventa l'oggetto del demonio.
Tuttavia, dovremmo chiederci: qual è l'alternativa proposta da chi urla al "Green pericoloso"? Il ritorno a un passato tecnologico che ha dimostrato la sua insostenibilità? O forse la perpetuazione di un modello basato sull'estrazione e sulla combustione che, quello sì, causa danni misurabili e costanti sulla salute pubblica ogni giorno, senza bisogno di un incendio per fare notizia?

Invece di cercare il colpevole di turno per alimentare il proprio pubblico, sarebbe più onesto guardare ai dati complessivi, accettare che ogni innovazione comporta dei rischi di apprendimento e lavorare per normare e rendere sicuri i nuovi strumenti di mobilità, invece di invocare il ritorno al passato come se fosse la soluzione magica.
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