L’amore oltre il campo: la storia del bacio virale tra Issac ed Edson ai Mondiali


I Mondiali di Calcio 2026 sono stati segnati dall'omofobia di Trump. Ma forse a passare alla storia sarà il bacio tra due tifosi, rubata tra la folla festante di Città del Messico dopo la vittoria della nazionale locale contro il Sudafrica.
I protagonisti sono Issac Flores (modello , 28 anni) ed Edson Gonzalez (ballerino , 27 anni), immortalati dalla loro migliore amica Karen tra le strade di Paseo de la Reforma in una posa dal sapore iconicoche ricorda il celebre “bacio della vittoria” scattato da Alfred Eisenstaedt a Times Square nel 1945. In quel caso si trattava della fine della guerra; oggi, il bacio di Issac e Edson celebra una vittoria diversa: quella della visibilità.
“Le ho chiesto di scattare una foto perché c’era una famiglia che sventolava la bandiera messicana: mi sembrava il momento perfetto”, ha raccontato Flores a OutSports. “Edson non sapeva nulla, l’ho preso alla sprovvista – ecco perché tiene ancora la birra in mano! Nessuno di noi immaginava che quello scatto sarebbe diventato un simbolo.”

La viralità è arrivata circa una settimana dopo, a seguito di un’altra vittoria messicana (contro la Corea del Sud). Inaspettatamente, la foto è diventata virale, innescando un’onda di calore collettivo. *“Svegliarsi e vedere messaggi d’amore da tutto il mondo è stato incredibile”*, confessa Flores.
Tuttavia, il giovane sottolinea che il contesto resta difficile. Nonostante la risonanza positiva della foto, il calcio continua a essere un ambiente permeato da maschilismo e pregiudizi. *“Non direi che essere gay sia facile in Messico, soprattutto dove la visibilità LGBTQ+ nello sport è ancora limitata”*, spiega, ricordando come anche durante questa edizione dei Mondiali siano purtroppo emersi cori omofobi dagli spalti, spesso ignorati dalle istituzioni.

Issac ed Edson, che si definiscono poco appassionati di calcio, si sono ritrovati nel mezzo della festa popolare quasi per caso, lasciandosi travolgere dalle emozioni. Quello che è iniziato come un gioco, oggi è diventato un manifesto.
“Vorrei usare questa visibilità per ricordare al mondo che l’amore è multiforme e si trova ovunque, non solo nello sport”, conclude Flores. La loro storia ci ricorda che, al di là delle regole del campo e della politica delle federazioni, il diritto di celebrare il proprio amore — in strada, in uno stadio o in qualsiasi altro luogo — è un atto di libertà che riguarda tutti noi.
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