Prima spara, poi pretende la grazia: l'inaccettabile show di Mario Roggero

L'Italia ci ha abituato a storture, inciuci e ingiustizie di ogni tipo. Ma vedere un pluriomicida che si permette di atteggiarsi a bullo nei confronti del Presidente della Repubblica, solo perché la narrazione politica gli fa credere che l'omicidio volontario sia legittimo, è inaccettabile.
Magari è vero che ai populisti gli assassini piacciano quasi quanto quegli evasori fiscali che il governo premia per le loro ruberie attraverso continui condoni, ma a tutto dovrebbe esserci un limite.

Se Mattarella non lo grazierà, Roggero lo minaccerà con una pistola come già fece con il fidanzato della figlia? E per quanto vuole andare avanti a fare la vittima, pretendendo l'intervento di quelle istituzioni in cui ha scelto di non credere? Se non voleva finire in cella, gli sarebbe bastato evitare di rincorrere e assassinare due uomini e chiamare le forze dell'ordine come previsto dal nostro contesto legislativo. Se si preferisce una missione punitiva alla legalità, poi c'è poco da frignare!
Infine, per quanto sia discutibile la grazia che la destra ha chiesto per la Minetti, non ci pare che l'ex igienista dentale di Berlusconi abbia mai sparato a bruciapelo a due persone. Roggero non solo non si è ravveduto, ma parrebbe non voler neppure ammettere la gravità del crimine per cui è stato condannato. Peccato che quelli siano i requisiti minimi per chi vorrebbe la grazia.