Provita Onlus contro la pediatria inclusiva: l'assurda crociata di Jacopo Coghe contro la guida SIP-ACP

Da quando Jacopo Coghe è riuscito a vietare una sana educazione sessuale a milioni di studenti, la sua prepotenza pare fuori controllo. Da giorni vorrebbe vietare ai pediatri di rincorrere il benessere dei minori, urlando che bisognerebbe incoraggiare i genitori a non accettare i figli gay.
L'ultimo capitolo di questa offensiva è una fantomatica "inchiesta" in cui si lamentano perché le raccomandazioni della nuova guida scientifica sarebbero state raccolte ascoltando professionisti del settore e associazioni di famiglie con figli LGBT+, anziché fondarsi sulle rivendicazioni e sui dogmi dei gruppi anti-gay come il loro.

L'articolo pubblicato dall'organizzazione integralista sfiora il ridicolo e si smonta da solo non appena si analizzano i fatti con rigore scientifico.
L'oggetto del contendere è il documento “Oltre lo sguardo - Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente”. Si tratta di un testo redatto congiuntamente dalle due principali realtà della pediatria italiana: la SIP (Società Italiana di Pediatria), ossia l'ente più autorevole della categoria con circa 12.000 medici iscritti, e l'ACP (Associazione Culturale Pediatri), che raccoglie circa 1.400 professionisti attenti agli aspetti sociali e culturali della crescita.
Per Provita, il fatto che queste due istituzioni scientifiche collaborino per creare un "ambulatorio accogliente" equivale a "trasformare i pediatri in militanti del movimento LGBT". Per qualsiasi persona dotata di buon senso, si chiama semplicemente deontologia medica ed empatia.
La "scoperta dell'acqua calda": la collaborazione con le famiglie
Nel suo attacco, Provita Onlus solleva con sdegno il velo su una presunta verità nascosta: l'ACP collabora stabilmente con Agedo (Associazione Genitori di omosessuali).
Quello che l'organizzazione di Coghe definisce "un gruppo di pressione politica non neutrale" è in realtà una storica associazione di genitori che affrontano il coming out dei figli. Per un pediatra, interloquire con chi vive queste realtà quotidianamente non è una colpevole sottomissione ideologica, ma un dovere professionale per comprendere l'ambiente in cui crescono i minori.
Allo stesso modo, la lista di letture consigliate dall'ACP (che include autrici come Michela Murgia, Loredana Lipperini, Vera Gheno e testi sulla teologia queer o sui bambini gender-creative) viene vista come una minaccia. In realtà, dimostra solo l'apertura mentale di una classe medica che preferisce informarsi e comprendere la complessità del mondo contemporaneo piuttosto che nascondere la testa sotto la sabbia.
L'attacco alle competenze: il caso delle dottoresse Centenari e Santamaria
L'inchiesta-farsa cerca poi di colpire i singoli professionisti che hanno collaborato alla guida.
Iniziano con un attacco a Chiara Centenari (gastroenterologa pediatrica), domandando a quale titolo una gastroenterologa parli di blocco puberale nei congressi SIP. Evidentemente l'organizzazione ignora che la medicina moderna si basa su équipe multidisciplinari e che la salute dello sviluppo puberale ha forti interconnessioni con l'intero sistema corporeo.
Hanno da ridire anche sulla dott.ssa Fabiana Santamaria (psicologa e psicoterapeuta), con un attacco che rasenta l'assurdo. Provita Onlus contesta il fatto che la dottoressa non sia una pediatra ma una psicologa, come se la salute mentale e il benessere psicologico degli adolescenti con varianza di genere non fossero di fondamentale competenza di psicologi e psicoterapeuti.
La colpa della dott.ssa Santamaria, secondo gli integralisti, sarebbe quella di applicare l'approccio affermativo e di aver contribuito alla traduzione italiana degli Standard di Cura della WPATH (World Professional Association for Transgender Health). Provita Onlus definisce la WPATH comr una "associazione privata orientata in senso ideologico", omettendo che si tratta del principale organismo scientifico internazionale multidisciplinare dedicato alla salute delle persone transgender, le cui linee guida sono la spina dorsale della medicina di genere in tutto il mondo occidentale.
Ovviamente non vedono problemi sul fatto che Jacopo Coghe, privo di qualsiasi titolo medico, vorrebbe dettare kegge ai pediatri.
L'offensiva di Provita Onlus, ha il fine di promuovere una petizione nazionale per chiedere il ritiro della guida, dimostranfo una profonda paura: la paura che la scienza medica, libera da pregiudizi religiosi o ideologici, si schieri dalla parte dei bambini e degli adolescenti vulnerabili. E così dicono che il parere di professionisti andrebbe censurato perché la signora Gina è omofoba e pronta a firmare la loro petizione.
Accusare la SIP e l'ACP di "militanza" solo perché promuovono il rispetto, l'ascolto e il benessere di tutti i bambini, indipendentemente dal loro orientamento o dalla loro identità di genere, è la prova lampante di come la vera ideologia pericolosa sia quella di chi preferirebbe vedere un minore soffrire pur di non rinunciare ai propri dogmi discriminatori. La guida dei pediatri italiani resta un presidio di civiltà e scienza, mentre l'inchiesta di Provita Onlus si conferma per quello che è: pura propaganda reazionaria.
Coghe tenga giù le mani dai babini e la setta di sabotare le famiglie che hanno scelto di non essere omofobe come i suoi finanziatori.