Salvini, i militari e le promesse

Salvini pare essersi accorto della morte di Luca Esposito solo quando ha saputo che la nazionalità dell'assassino era strumentalizzabile. Fosse stato italiano, magari non avrebbe detto niente.
Ovviamente dice che lui imporrà ad altri Stati di detenere chi dice lui e che schiererà migliaia e migliaia di militari per le strade. Peccato non ci dica come intenda pagarli o in che modo avrebbero potuto evitare quanto accaduto.

Opinabile è come Salvini continui a dire che qualcuno dovrebbe fare qualcosa, come se non ci fosse lui al governo.
Interessante è cone si compiaccia per l'arresto di un assassino di origini tunisine mentre poi va a trovare Roggero in carcere sostenendo che a lui bisognerebbe perdonare un duplice omicidio. Praticamente, pare non esista dichiarazione di Salvini che non paia indirizzata ai sentimenti di pancia del suo elettorato.
C'è poi la leghista Anna Cisint, che cerca di sostenere che la criminalità sarebbe prerogativa di chi viene definito "maranza" dal suo partito.

Anche in questo caso si sistiene che carcere e repressione siano la risposta a tutto. Ma anche quelle promesse non bastano ad un elettorato che rivorrebbe i campi di sterminio:

Chissà se la smetteranno mai di passare il loro tempo a lamentarsi dell'esistenza di stranieri e se troveranno mai il tempo per parlare di lavoro, pensioni o tasse...