Uomo muore durante un fermo di polizia, Azzurra Barbuto insulta la sorella della vittima


È surreale come Azzurra Barbuto cambi la sua definizione di "giustizia" a seconda del passaporto o del colore della pelle delle persone coinvolte nei fatti.
Da un lato, troviamo la difesa a oltranza di un cittadino italiano responsabile della morte di due persone, definito sbrigativamente e con clemenza un "uomo socialmente innocuo" a cui concedere la grazia. A suo dire, Roggero sarebbe un eroe che ha giustamente preferito la vendetta alla giustizia:



Dall'altro lato, basta che una donna chieda verità per la morte del fratello straniero durante un fermo di polizia per vederla immediatamente aggredita verbalmente, accusata di "diffamazione aggravata" e zittita con toni sprezzanti ("questo non è il Paese di Allah al Bar"). Naturalmente non parla di un uomo morto, ma di "un marocchino morto" quasi rimanesse che l'etnia della vittima dovrebbe rendere meno gravi i fatti.



Quindi ricapitoliamo: chi uccide due persone merita comprensione e indulgenza, mentre chi cerca risposte per un familiare morto in circostanze da chiarire viene trattato con disprezzo e deferenza totale verso la divisa, senza attendere alcuna indagine seria.
Due pesi e due misure. Quando a sbagliare è un italiano si invoca la grazia; quando a morire è uno straniero si zittiscono i familiari.
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