Vannacci e Salvini fanno gara nello strumentalizzare l'attentato di Berlino


Matteo Salvini non ha perso tempo a strumentalizzare politicamente l'attentato avvenuto durante il Pride di Berlino. ​Nel suo messaggio, pur menzionando la tragedia, l'attenzione non viene indirizzata alla comunità colpita ma viene subito spostata per attaccare genericamente le realtà islamiche, chiedendo lo stop a ogni concessione di spazi fino a un accordo formale con il suo Governo.



​Se l'attacco alla libertà religiosa appare evidente, molto più tiepida e di facciata è la sa solidarietà alle persone colpite. Del resto, la retorica del partito resta storicamente ostica nei confronti dei Pride: un cortocircuito comunicativo in cui si cerca di sfruttare un fatto di cronaca drammatico senza però alienarsi quella parte di elettorato tradizionalmente ostile alle istanze arcobaleno.

C'è poi Tommaso Cerno, che da ore non fa che strumentalizzare i fatti percinsultare le opposizioni e accusarle di non essere islamofobo come la sua amata destra estrema:



A strumentalizzare i fatti è stato anche Vannacci, ossia quell'ex generale che va in giro a dire che i gay non sarebbero normali. Su Facebook scrive: "Musulmano si lancia con il furgone al Gay pride di Berlino. L'autore dell'attentato sarebbe il ventunenne Abdul B conosciuto alle forze dell'ordine per la sua frequenza di ambienti islamisti. Ora, cari sinistri, continuate a sfilare con le bandiere della Palestina e continuate a favorire l'immigrazione di massa dai paesi islamici. E, soprattutto, continuate a sostenere che l'atto terroristico di Salim El Koudri a Modena fosse solo un gesto di uno squilibrato.... magari anche questo Abdul B si farà portare un Vangelo".

Insomma, l'unico motivo per cui parrebbero interessarsi ai gay è la possibilità di poterli usare per promuovere razzismo e sostenere che l'omofobia dovrebbe essere un privilegio riservato a Pillon, Coghe e Sardone.
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