Cerno all'attacco di Vannacci

Tommaso Cerno appare come uno tra i maggiori muezzin del populismo. Dal suo minareto, il dipendente del leghista Angelucci passa le sue giornate ad urlare che qualcuno ci starebbe invadendo, che il gender starebbe corrompendo i bambini o che il woke offenderebbe chi fa soldi facili con l'odio verso le minoranze etniche.
Raramente esprime concetti che non siano radicati nella propaganda populista, motivo per cui il suo attacco a Vannacci risulta quantomeno sospetto.

Per quanto sia evidente la profonda disistima che nutriamo verso Vannacci, è davvero squallido che la destra lo attacchi per un aspetto così secondario e non per le sue idee. Ma forse dovrebbero poi ammettere che Vannacci lo hanno creato loro, con anni di propaganda basata sul promettere blocchi navali, deportazioni e misure interamente rivolte a trarre profitto da un clima di crescente razzismo.
Ovviamente Cerno non si è mai lamentato per i seguaci fascisti o residenti in India che lui sostiene sancirebbero il trionfo della su favorita, dato che il populista medio adotta sempre due pesi e due misure per ogni cosa:

Probabilmente, solo fino a qualche anno, un personaggio come Vannaci non avrebbe mai ottenuto il benché minimo consenso. Se oggi spaventa chi detiene il potere, probabilmente è perché la destra ha sdoganato una politica interamente e unicamente basata sui sentimenti di pancia del loro elettorato.
Andrebbe inoltre capito se simili attacchi posano davvero far presa fra il loro elettorato, dato che per anni la destra ha cercato di sostener che essere accusati di razzismo o fascismo sarebbe motivo di vanto perché non piacere a chi dimostra umanità sarebbe sinonimo di buona politica.