Gerarchie, forza e privilegi: cosa c'è dietro il populismo di Vannacci


Il programma politico di Vannacci non va liquidato come una mera operazione di folklore nostalgico o una raccolta di refusi. È un documento che, nonostante la retorica volutamente arcaica e i richiami al fascismo, delinea una visione del mondo estremamente pericolosa.
Vannacci ha nascosto la sua ideologia denteo un compendio di luoghi comuni, teorizzando una società fieramente gerarchica, dove l'intolleranza diventa virtù e la disuguaglianza sociale viene normalizzata come "naturale". In questa visione, la competizione è l'unico motore e l'obbedienza al più forte è l'unico dovere.
Vannacci non propone alcuna rivoluzione, ma l'apoteosi del sistema capitalista più predatorio. L'ex generale chiede una sottomissione ai miliardari che trasformano il potere economico in comando politico, incoraggiando il servilismo verso le élite finanziarie.
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