Giovani gay, dating app e ruoli sessuali: cosa c'è dietro il mito della "crisi dei top"

Negli ultimi giorni, i feed dei social media e diverse testate online sono stati travolti da una notizia dal forte impatto virale: secondo una nuova ricerca, esisterebbe una vera e propria "crisi dei top" tra i giovani gay, con una forte prevalenza di ragazzi della Gen Z che si definiscono bottom. Ma quanto c'è di vero in questo allarme mediatico?
Un'analisi approfondita dello studio in questione –condotto da Francesco Rampazzo, Morten Kjær Thomsen e Milan Kovačič e pubblicato sul Journal of Sex Research– rivela che, dietro ai titoli sensazionalistici, si nasconde una realtà accademica ben più complessa e affascinante.
Il lavoro, basato sull’analisi di 141.156 utenti dell’app di dating Surge in 129 paesi, ha esaminato i ruoli sessuali dichiarati nei profili (top, bottom, versatile o non interessati alla penetrazione) creati tra gennaio 2023 e giugno 2025.
Contrariamente alle ipotesi iniziali dei ricercatori –che si aspettavano un rifiuto generalizzato delle etichette da parte dei più giovani, in linea con i trend generali sull'orientamento sessuale– i dati hanno mostrato l'esatto opposto: i giovani usano le etichette molto più degli adulti.
- La tendenza giovanile: Il tasso di chi dichiara un ruolo passa dal 44,5% tra i 18-19enni a meno del 30% per gli utenti sopra i 50 anni.
- Il fattore età: Sotto i 21 anni, il ruolo di bottom è il più comune tra chi sceglie di esplicitarlo (superando il 50% delle preferenze in quella fascia), mentre la quota di top cresce progressivamente con l'età (dal 5,6% a 20 anni fino al 10,1% a 65 anni).
- Il peso della scelta: Tra tutti gli utenti che hanno specificato un ruolo (circa 44mila persone), il Versatile e il Bottom la fanno da padroni, coprendo circa tre quarti delle preferenze, mentre il Top si attesta al 20,6%.
Gli autori dello studio sottolineano che non è possibile stabilire se si tratti di un vero effetto generazionale (per cui i ventenni di oggi manterranno questo profilo anche in età adulta) o di un effetto legato all'età (per cui le persone tendono a modificare o ridefinire il proprio ruolo sessuale con il passare degli anni). In parole semplici: i ragazzi che oggi hanno vent'anni potrebbero iniziare a definirsi top o versatili man mano che invecchiano, esattamente come fanno gli odierni cinquantenni.
Inoltre, va ricordato che la grande maggioranza degli utenti (il 68,6%) non specifica alcun ruolo nel profilo, un dato spesso legato anche alle impostazioni di default delle piattaforme digitali.
Differenze geografiche e culturali
Lo studio offre anche un interessante spaccato globale sulle abitudini digitali della community:
- Europa e Oceania registrano la percentuale più alta di utenti che dichiarano apertamente un ruolo (rispettivamente 66,6% e 60,6%), con una forte prevalenza del profilo Versatile.
- Africa e Americhe vedono una netta prevalenza del ruolo Bottom.
- L'Asia mostra la distribuzione più equilibrata, pur registrando la quota più alta di utenti “Not Into Penetration” (7,3%).