Il negazionismo di Pillon

Il leghista Simone Pillon non parla mai delle numerose aggressioni omofobe che si registrano in Italia per mano dei suoi potenziali elettori. Pur di istigare odio religioso, preferisce pubblicare video presi da chissà dove, premurandosi ovviamente di irridere le vittime attraverso il suo ricorso sistematico ai vezzeggiativi.

Chissà se l'esponente leghista si sarà reso conto che la sua netta opposizione al Ddl Zan avrebbe garantito impunità proprio ai picchiatori.
Inoltre, appare decisamente ipocrita il suo tentativo di strumentalizzare l'omofobia degli islamici per nascondere quella dei cristiani, confidando in un pubblico tale da non comprendere che una cosa non esclude affatto l'altra.
Non a caso, il tenore dei commenti dei suoi sostenitori è di questo tipo:



Una signora dichiara di "godere" davanti a un pestaggio. Un'altra scade nelle oscenità. Un terzo sostiene che gli aggressori avrebbero persino "fatto bene" a delinquere mossi da odio omofobo.
Queste tre reazioni smentiscono in maniera inequivocabile la tesi sostenuta da Pillon, mostrando come il suo seguito sia molto più omofobo di quanto egli voglia far credere.
Si finisce così per parodiare le sue stesse convinzioni: chi sostiene che persone appartenenti a certe culture vadano private dei propri diritti — trattando le garanzie fondamentali come un privilegio anziché come un diritto inalienabile — dovrebbe a maggior ragione considerare lecita la stessa severità nei confronti dei suoi sostenitori, visto ciò che arrivano a scrivere.