La crociata di Pillon contro i diritti: quando l'inclusione diventa "scemenza"

Il leghista Simone Pillon non perde occasione per confermare la sua insofferenza verso qualsiasi istanza di progresso civile ed eguaglianza. Esulta sistematicamente di fronte a ogni conquista sociale, magari bollandola come "scemenza", urlando sprezzante contro asterischi, schwa e diritti civili, mentre si affanna a negare ogni deriva autoritaria nel suo disprezzo sistematico verso solidarietà, accoglienza e tolleranza. In pratica, verso quei valori costituzionali che la destra vorrebbe ridurre a orpelli superflui.
Oggi lo vediamo ironizzare con fastidio contro chi promuove l'inclusione e il superamento delle discriminazioni di genere, arrivando a sbeffeggiare i gesti e le forme di linguaggio rispettose delle differenze e bollando come "fesserie" le rivendicazioni e i diritti civili.

La verità è che per Pillon la vera anomalia non è la disuguaglianza strutturale, ma il semplice fatto che qualcuno osi metterla in discussione.