La deriva del disprezzo dell'ideologia populista


Secondo i dettami dell'ideologia populista, chiunque non manifesti razzismo, omofobia, intolleranza o suprematismo viene immediatamente bollato con l'etichetta svalutante di "buonista". Nella loro visione, virtù come empatia o bontà diventano diventano difetti da rigettare per fare spazio ad una sistematica esibizione di cinismo e spietatezza.
L'ennesima dimostrazione di questa deriva arriva dai social media, dove un influencer statunitense ha scelto di deridere pubblicamente la scomparsa di un creator ventinovenne. Ricorrendo a volgarità e vili tentativi di deumanizzare il defunto sulla mera base del suo lavoro nell'industria dell'intrattenimento per adulti, svela una cultura della provocazione che sostituisce il rispetto con il disprezzo, elevando la gratuità dell'odio a manifesto politico. D'altronde si sa: un contro è celebrare Charles Kirk perché omofobo senza aver mai sentito un solo discorso da lui pronunciato, un altro è dispiacersi per la morte di chi è vittima del loro odio:



Lascia ammutoliti la loro insofferenza verso il cordoglio espresso per la morte di un ventinovenne. Ridicolizzare la perdita di una vita umana ed alimentare stereotipi denigratori non è libertà d'espressione, ma la spia di un degrado etico che fa dell'ostilità il proprio unico linguaggio.
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