La leghista Tovaglieri scrive a Gayburg: "I vostri lettori meritano qualcosa di meglio"


È in calce ad un nostro post che l'eurodeputata leghista Isabella Tovaglieri ci ha scritto un messaggio piena di accuse:

Cari amici di Gayburg,
vedo che continuate a dedicarmi molto spazio e, lo ammetto, la cosa mi lusinga. Vi chiederei però una piccola cortesia: quando mi criticate, almeno fatelo sulla base di ciò che scrivo davvero, e non di ciò che avreste voluto che avessi scritto.
Il mio post diceva una cosa molto semplice: oggi una delle principali minacce alla sicurezza e alla libertà delle persone LGBT viene dall'islamismo radicale, come dimostra l'attentato al Pride di Berlino. Ignorare questo problema non lo farà scomparire. Chi si richiama alla Sharia, che considera l'omosessualità un crimine, non potrà mai essere un alleato della comunità LGBT. Fatevene una ragione, come stanno iniziando a fare, con maggiore realismo, anche molte persone LGBT.
È vero, non sostengo e non condivido i Pride, perché ritengo che siano manifestazioni fortemente politicizzate. È una valutazione di merito, non un giudizio sulle persone LGBT. E non ho mai chiesto di vietarli: considero pienamente legittimo organizzarli - fortunatamente viviamo in un Paese libero e non in un califfato islamico - ma ritengo inopportuno il patrocinio pubblico.
Infine, non ho mai affermato che "la massima aspirazione di un gay dovrebbe essere poter guidare una macchina". Se vi riferite a una dichiarazione inopportuna del mio collega Roberto Vannacci, rivolgetevi a lui. Attribuire a me parole che non ho mai pronunciato non è informazione: è un espediente polemico. Comprendo che sia più semplice discutere di frasi inventate che confrontarsi con quelle reali, ma abbiate almeno rispetto per i vostri lettori: meritano qualcosa di meglio.

Isabella Tovaglieri, eurodeputata Lega

Ci piacerebbe capire quali sarebbero le "frasi inventate" di cui ci accusa. È forse falso il fatto che lei non sia una tre le principali sostenitrice dei Pride? Dovremmo forse affermare che lei sia amica dei musulmani? O forse ci accusa semplicemente di avere un pensiero diverso dal suo?
Ad un certo punto precisa persino che lei non avrebbe mai detto che "la massima aspirazione di un gay dovrebbe essere poter guidare una macchina", ma ci pare che la citazione fosse palesemente riferita al suo ex collega Vannacci.

Il nostro post riaffermava una cosa molto semplice: votare Salvini o Vannacci in odio ai mussulmani sarebbe una sciocchezza. Infatti è nostra ferma convinzione che una delle principali minacce alla sicurezza e alla libertà delle persone LGBT venga proprio dal populismo. Sono loro che si oppongono al riconoscimento delle nostre famiglie e sono loro che si sono inventati la narrazione del "gender" per alimentare paure irrazionali.
L'attentato al Pride di Berlino dimostra solo che tutti gli integralismi sono pericolosi, non certamente che l'integralismo di matrice cristiana vada bene solo perché lei ritiene che quello islamico sia peggiore.

Ci spiace anche che la leghista voglia sostenere che i Pride sarebbero "manifestazioni fortemente politicizzate". Qualsiasi manifestazione pubblica ha una finalità politica e di rivendicazione dei diritti. Se invece si lamenta perché pochi gay votano la destra omofoba, forse il problema è nel loro atteggiamento e non certamente di chi ritiene di doversi tutelare da loro.
Infine, ci stupisce che pretenda di insegnarci come rivolgerci ai nostri lettori. La sua tesi, infatti, è che i nostri lettori si meriterebbero "di meglio". Chissà, forse si meriterebbero Cerno, Pillon e Giordano come fonte unica del loro pensiero unico...

Se la legge fosse davvero uguale per tutti, probabilmente valuteremmo di sporgere querela per quell'offesa. Molti leghisti si offendono a morte e ricorrono alla magistratura per molto meno. Ma sappiamo bene come funzionano i rapporti di forza: i politici godono di ampie tutele, mentre i cittadini subiscono spesso l'impatto economico e psicologico di azioni legali temerarie. Certamente lei potrà permettersi di agire in giudizio senza problemi, forte del suo stipendio da eurodeputata, ma per molti quella strategia intimidatoria finisce per rappresentare un vero e proprio ostacolo all'esercizio della libertà di espressione.
Lo sappiamo bene, dato che abbiamo vinto ripetute cause intentate dai politici leghisti ma abbiamo sempre dovuto mettere mano al portafogli per pagare le spese legali. Evidentemente nella loro Italia la libertà di parola è riservata unicamente a chi ha i soldi sufficienti a potersela permettere...

Confermiamo inoltre che riteniamo abbastanza paradossale che una forza politica storicamente contraria al riconoscimento dei diritti civili, delle unioni e delle tutele contro le discriminazioni (come la Legge Mancino o una legge specifica sull'omotransfobia) si erga improvvisamente a paladina della sicurezza della comunità LGBT. E forse, a stabilire chi debba essere ritenuto nemico dei gay, non è certamente chi nega il patrocinio ai Pride come se un vanto. Lei non è d'accordo? Libera di non esserlo, ma liberi anche noi di dissentire dal suo pensiero unico.
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