L'ironia della legalità a intermittenza: quando la limonata diventa un caso politico

Non è chiaro perché i tre ragazzini che commerciavano illegalmente della limonata siano diventati improvvisamente eroi della Lega. L'ex senatore Simone Pillon arriva persino a prometter loro soldi in ricompensa, dichiarando apertamente di voler fare un dispetto a chi ha chiesto l'applicazione della legge. Evidentemente sta sempre "dalla parte delle forze dell'ordine" solo quando qualcuno sperona un motorino guidato da un ragazzino di origini straniere...

Il punto centrale della questione è un altro: Pillon dovrebbe prendersela eventualmente con le leggi, non con chi ne chiede il rispetto. È estremamente rischioso il suo principio secondo cui la norma non dovrebbe essere applicata in modo oggettivo, ma interpretata a seconda della simpatia – o dell'opportunismo politico – che lui nutre nei confronti dei protagonisti di turno.
Viene da chiedersi: se i protagonisti della vicenda fossero stati stranieri o, la reazione politica sarebbe stata la stessa? O ci saremmo trovati a leggere titoli di tutt'altro tenore, magari declinati sui toni dell'allarme sociale?
Noi già ce li immaginiamo a scrivere post del tenore di: "A Udine, tre individui si alzavano alle 5 del mattino e praticavano attività commerciali illegali e non regolamentari per comprarsi un motorino (magari finalizzato a scopi illeciti). Grazie ai vigili che hanno ripristinato la legalità chiudendo baracca".
Rispolverando una teoria di Pillon, un suo seguace ipotizza che solo chi è di sinistra potrebbe chiedere il rispetto delle leggi e magari segnalare chi mette a repentaglio la salute pubblica per egoismo e menefreghismo:

Evidentemente il signor Francesco è di estrema destra. Lo di capisce da come elogia chi viola la legge e da come paragona ad animali chi non condivide la sua propensione all'illegalità. Ovviamente un uomo di destra non ha bisogno di datti: vbasta odiare qualcuno ci si può divertire ad attebuirgli sommariamente delle azioni.