Onda Pride, due cortei tra Sicilia e Calabria


Si è conclusa la tappa odierna dell'Onda Pride, la grande mobilitazione nazionale a sostegno dei diritti delle persone LGBTQIA+ organizzata da Arcigay e dalle altre associazioni locali e nazionali, che oggi ha visto protagonisti due appuntamenti nel Sud, unendo la resistenza dei piccoli centri alla novità storica di un capoluogo di regione.
A Cammarata e San Giovanni Gemini, nell’agrigentino, si è tenuto il Paesello Pride: la parata ha attraversato i centri dei due comuni che insieme non raggiungono i 15mila abitanti, partendo alle 18 da piazzale Camilleri. A Catanzaro, invece, è stata scritta una pagina di storia per l'intera Calabria: per la prima volta il capoluogo di regione ha ospitato il suo Pride, l'unico in Calabria nel 2026, con il corteo partito nel tardo pomeriggio da piazza Anita Garibaldi, nel quartiere Lido, lungo il lungomare.
A tracciare il bilancio della giornata è Gabriele Piazzoni:
> «Oggi siamo stati a Cammarata e a Catanzaro, in due luoghi che rappresentano due facce della stessa Italia con due cortei che raccontano la nostra ostinazione. Da una parte il coraggio di portare il Pride nei piccoli centri, dove i pregiudizi si combattono nella quotidianità, davanti al bar, tra i vicini di casa, senza la protezione dell'anonimato delle grandi città. Dall'altra la storia che si è scritta a Catanzaro, dove per la prima volta il capoluogo calabrese si è tinto d'arcobaleno. Il governo Meloni continua a dire no al matrimonio egualitario, no al riconoscimento dei figli delle coppie arcobaleno, no all'educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Ma noi continuiamo con ostinazione ad abitare le piazze e a produrre concretamente quella rivoluzione che nessun governo può fermare».
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