Pillon torna ad ostare disprezzo verso i cristiani che credono in Gesù e non in Trump

Una parte centrale della retorica di Pillon è la sistematica denigrazione degli altri. L'avvocato leghista appare quasi luciferino nel cercare termini che possano risultare gratuitamente offensivi, quasi come se il disprezzo verso il prossimo fosse il suo marchio di fabbrica.
Pochi giorni fa irrideva la vittima di un pestaggio, sostenendo che quelli dei gay fossero "festini". Oggi dice che quelle di Taylor Swift sarebbero solo "canzonette".
La sua tesi odierna è che i credenti non dovrebbero poter ritenere che Dio non sia quell'essere spregevole che teorizza lui, dato che ad interpretare la Bibbia dovrebbero essere solo lui e quel suo amatissimo Donald Trump, solito brandirla come strumento di legittimizzazione alla discriminazione e al genocidio.

econdo lo stesso principio, anche Pillon potrebbe smettere di dire stupidaggini e godersi i tanti soldi pubblici che si è intascato per aiutare Jacopo Coghe a garantire impunità a chi commette reati mosso da odio omofobo.
Eppure lui è sempre lì sui social, pronto a scagliare la prima pietra.