Quello che non torna nel caso di Abdul Ballout


I populisti europei hanno già confezionato la loro populistica versione dei fatti. Dato che in un singola caso ad attaccare un Pride non sono stati i loro amici ortodossi, ne hanno dedotto che quel singolo episodio sia sufficiente per asserire che tutti i mussulmani sarebbero terroristi. Quindi non stupisce che la signora Ceccardi stilli da giorni che lei li deporterà tutti perché improvvisamente interessata ai diritti dei gay.
Bel più difficile è analizzare i fatti se si vuole provare a capirli. Infatti tante cose non parrebbero tornare.

Abdul Ballout è il 21enne tedesco, di famiglia libanese, che sabato 25 luglio avrebbe investito e accoltellato i passanti vicino al Christopher Street Day di Berlino, provocando la morte di una donna polacca e il ferimento di altre 29 persone.
Il presunto attentatore non era affatto un volto nuovo per l'intelligence tedesca, che lo monitorava sin dal 2022. La sua escalation era tracciata: la propaganda dell’Isis condivisa su Instagram nel 2024, il tentativo nel 2025 di raggiungere la Siria per arruolarsi, un video post-attentato in cui giura fedeltà allo Stato Islamico e precedenti per aggressione e rapina risalenti all'adolescenza.
Nonostante una condanna a un anno e dieci mesi arrivata lo scorso 12 maggio per atti preparatori contro la sicurezza dello Stato, i giudici minorili di Berlino avevano deciso di rinviare la condizionale di sei mesi, rimettendolo in libertà per valutarne la presunta immaturità psicologica. Da quel momento, attorno a Ballout si era mosso un imponente apparato di controllo: squadre di osservazione, intercettazioni, telecamere fuori casa e l'obbligo di seguire un programma di deradicalizzazione. Un percorso, tuttavia, in cui gli stessi operatori avevano giudicato "fake" e poco credibile il suo allontanamento dall'estremismo, lanciando campanelli d'allarme che evidentemente non sono stati tradotti in un'azione tempestiva.

I nodi irrisolti su cui bisognerebbe interrogarsi sono molteplici, al di là della facile retorica politica:
Come ha potuto agire indisturbato un soggetto schedato e sotto stretto monitoraggio? I diritti da imputato di Abdul Ballout sono stati rispettati o qualcuno ha forzato la mano? Perché i dubbi legittimi di giudici ed educatori sul fallimento della deradicalizzazione non sono stati ascoltati in tempo?
E infine, un interrogativo cruciale sulle circostanze della fine: come mai al momento del blitz i corpi speciali, armati fino ai denti, si sono trovati nella condizione di dover uccidere un ragazzo che, al momento dell'epilogo, era armato soltanto di un'arma da taglio?
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