Susanna Ceccardi e il suo uso strumentale della storia


Susanna Ceccardi parte da un presupposto opinabile, ossia che gli altri siano una "minaccia" per chi vota partiti pizzicati a rubare 49 milioni di euro agli italiani. E così si gioca la carta della fantomatica "difesa" e invoca la battaglia di Lepanto per ricordare lo sterminio di musulmani che tanto eccita i leghisti che la domenica vanno a messa.



Nel suo post, la signora Ceccardi si lancia in un uso strumentale della storia: Il richiamo a eventi secolari come la battaglia di Lepanto (1571) o l'assedio di Vienna (1683) applicato alle dinamiche migratorie odierne e alle tensioni di confine (come a Ceuta) rappresenta un evidente anacronismo. Si tratta di una narrazione pensata unicamente per evocare uno scontro di civiltà (noi contro loro) e fare leva sulla paura identitaria.
Anche il suo spostare l'asse del dibattito su temi storico-militari ed emergenziali ("invasione") serve spesso a distogliere l'attenzione dai problemi politici interni, amministrativi o giudiziari che riguardano la forza politica di appartenenza. Ed è altresì squallido il suo tentativo di ridurre complesse dinamiche di politica estera, accordi internazionali e flussi migratori (legati a fattori economici, climatici e geopolitici complessi) alla semplice formula dell'"invasione" e della "complicità della sinistra" pur di evitare di affrontare il merito delle soluzioni strutturali.
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