Addio a Emma Bonino: mezzo secolo di nattaglie per i diritti e la democrazia


La scomparsa di Emma Bonino, avvenuta all'età di 78 anni, segna la fine di un'era per la politica italiana ed europea. Con lei se ne va una delle figure più irriducibili, coraggiose e riconoscibili del radicalismo, un'attivista che ha speso l'intera esistenza sulla frontiera dei diritti civili, trasformando le proprie convinzioni in lotte radicali che hanno cambiato il volto del Paese.

Le Grandi Battaglie Storiche
Dalla storica militanza nel Partito Radicale al fianco di Marco Pannella, la traiettoria politica della Bonino è stata un fiume in piena contro i dogmi e le chiusure della società italiana:
  • La lotta per l'autodeterminazione e l'aborto: Negli anni Settanta, fondando il Cisa (Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto), scelse la via dell'autodenuncia, affrontando persino il carcere per rompere il tabù e l'immonda clandestinità dell'interruzione di gravidanza, aprendo la strada alla Legge 194.

  • I diritti civili e la giustizia internazionale: È stata un'alfiera instancabile della democrazia globale, battendosi in prima linea per l'abolizione della pena di morte nel mondo, contro le mutilazioni genitali femminili e per l'istituzione della Corte Penale Internazionale.

  • L'impegno europeo e umanitario: Come Commissaria Europea negli anni Novanta e poi come Ministra degli Esteri, ha portato la voce dell'Italia nei teatri di crisi più complessi, dai Balcani all'Africa, difendendo con forza l'idea di un'Europa unita e aperta.

Il Disprezzo nel itolo de La Verità

Mentre il Paese intero riflette sulla statura di una leader capace di dialogare con tutti, suscita orrore l'ignobile prima pagina scelta da Maurizio Belpietro per il suo quotidiano.



Intitolare a cubziali "FINE VITA" la copertina dedicata alla scomparsa di Emma Bonino non è solo un esercizio di cinismo giornalistico di bassissima lega, ma un attacco meschino e irrispettoso nei confronti di una persona appena deceduta. Ridurre una vita intera di battaglie democratiche a un titolo speculativo, cinico e sgradevole dimostra l'assenza totale di deontologia e umanità. È il ritratto di un giornalismo che calpesta il rispetto umano pur di fare propaganda politica e colpire con livore ideologico chi ha sempre combattuto a viso aperto.

Emma Bonino lascia un'eredità politica immensa, fatta di riforme e conquiste di civiltà che continueranno a vivere nonostante i tentativi di sminuirne la memoria da parte di chi sa solo polemizzare anche di fronte alla morte.
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