Belpietro, prima insulta e poi fa la vittima

La destra cerca di reprimere il dissenso portando in tribunale chi osa criticare le loro azioni, ma Belpietro arriva a citare la censura cinese per sostenere che sarebbe inaccettabile appurare se il suo agire abbia violato il codice deontologico.

Insomma, lui sarebbe la vittima perché qualcuno osa esprimere disgusto verso il suo squallido titoletto sulla morte di Emma Bonino.
Insultare una persona in prima pagina non ha niente a che vedere con la democrazia o con la libertà di espressione. Ed è curioso voglia sostenere che lui dovrebbe essere libero di insultare chi vuole mentre si lamenta di chi ha espresso la propria opinione davanti a quello schifo.